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LA CARICA DI PASTRENGO

stampa. Anche Metternich, sebbene abbia consigliato l’amnistia, si accorge che
le idee liberali e persino quelle nazionali, grazie a questa inaspettata protezione
pontificia, sono diventate improvvisamente quasi rispettabili quindi più difficili
da combattere.

      L’inizio del 1848 trova l’Italia in una situazione incandescente: dimostra-
zioni anti-austriache a Milano (sciopero del fumo del 3 gennaio), entusiasmo
continuo a Roma per le continue concessione di Pio IX (apertura del ghetto il
17 aprile), Carlo Alberto ansioso di mostrare il proprio valore di condottiero e
Mazzini, da Londra, ad intrecciare un’intricata rete di cospirazioni.
Specialmente vulnerabile è il Meridione: gli intellettuali, insofferenti del regime
poliziesco, trovano che le loro idee spesso coincidono con quelle dell’aristocra-
zia oltraggiata dalla legislazione antifeudale borbonica, specialmente in Sicilia,
dove il desiderio di una maggiore autonomia locale è molto diffuso. Soprattutto
è costante la minaccia di una rivoluzione sociale da parte dei settori più poveri
sui quali pesa l’aumento dei prezzi e il difficile problema di come gli approvvi-
gionamenti possano tenere il passo con l’aumento demografico dopo il prece-
dente biennio di carestia.

2. Il “Quarantotto”

      La rivoluzione scoppia infine il 12 gennaio 1848 a Palermo: circa 5.000
soldati dell’esercito napoletano presidiano la città e, in condizioni normali,
sarebbero sufficienti a mantenervi l’ordine. Ma una lunga tradizione di brigan-
taggio e di organizzazione quasi mafiosa fa sì che molte armi si trovino a dispo-
sizione del popolo, che ha anche appreso come usarle: la miseria opprimente fa
diventare cosa abituale gli atti di violenza. Inoltre tutte le classi sociali siciliane
hanno motivi di risentimento verso i napoletani, da cui sono stati governati per
oltre un secolo e che considerano un popolo straniero. Il sentimento patriottico
verso un’Italia unita non è molto forte, neppure tra gli intellettuali, ma altri sen-
timenti rivoluzionari, come appunto l’indipendentismo insulare, sono veramen-
te sentiti da tutti. La sollevazione del gennaio 1848 fa improvvisamente esplo-
dere un drammatico anno di rivolte in tutta Italia. Dopo venti giorni di aspra

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