Page 193 - Rassegna 2-2016
P. 193
STORIA E CULTURA MILITARE
Egli mira anche a fornire un programma alternativo alle dottrine perico-
losamente democratiche e rivoluzionarie di Mazzini; i moderati, infatti, lungi dal
ritenere che patriottismo significhi necessariamente rivoluzione, sperano che sia
possibile conservare i governi esistenti e non creare un capovolgimento totale
nella società. Gioberti ripone le sue personali speranze nel papato: egli ed i neo-
guelfi rifiutano la teoria secondo cui i papi, proprio per il fatto che governino
su Roma e l’Italia Centrale, si schiererebbero sempre contro il patriottismo ita-
liano. A suo parere è un caso sfortunato che l’attuale papa sia proprio Gregorio
XVI, che recentemente aveva pronunciato una decisa condanna della detestabi-
lis libertas e della libertà di pensiero.
Il libro riveste una particolare importanza nel Risorgimento italiano: al di
là delle sette e dei cospiratori influisce su vasti settori dell’opinione pubblica, a
Roma e a Napoli così come in Piemonte. Per un breve periodo molti, compresi
numerosi ecclesiastici, che costituiscono un ceto dotato di enorme influenza,
cominciano a pensare al papa come al capo potenziale di una crociata per la
risurrezione dell’Italia.
Il problema italiano diviene per la prima volta argomento di conversazio-
ne anche per chi fino a quel momento non si sia mai occupato di politica. In
particolare, la decisa condanna giobertiana del sogno mazziniano incoraggia
ulteriori strati dell’opinione pubblica a pensare ad uno Stato federato come a
un’alternativa possibile.
L’enorme successo del libro dimostra quanto sia cambiata l’Italia nell’ulti-
mo trentennio, dalla disfatta di Napoleone: Carlo Alberto ed il futuro Pio IX
sono tra quelli che rilevano questo successo e sono da esso mossi all’azione.
Infatti, nonostante la presa che i sentimenti di italianità hanno in
Piemonte, Carlo Alberto è rimasto un re vecchio stampo per buona parte del
suo regno: non soltanto la Sardegna è l’ultima regione d’Italia ed una delle ulti-
me in Europa dove i servizi personali di origine feudale continuino a godere
della sanzione legale, ma anche nei più progrediti Piemonte e Liguria ebrei e
valdesi sono trattati più duramente che in qualsiasi altro luogo in Italia, conti-
nuano ad esistere i tribunali ecclesiastici ed i gesuiti hanno il completo controllo
delle Università.
In Piemonte persiste la censura sia civile che religiosa e l’elenco delle paro-
192

