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STORIA E CULTURA MILITARE

      Ma poco dopo, il 16 giugno 1846, viene eletto un nuovo papa, il Cardinale
Giovanni Maria Mastai Ferretti, già vescovo di Imola, dove si è creato la fama
di persona mite e politicamente moderata. Egli inizia il suo pontificato liberan-
do gran parte dei prigionieri politici che affollano le prigioni pontificie: era
costume che il nuovo papa concedesse un’amnistia e, nonostante le clausole di
questa specifica siano abbastanza restrittive, tale innocuo documento ha dei
risultati inaspettati che lo renderanno un fatto decisivo nel processo risorgimen-
tale, tanta è l’attesa di un papa che si ponga alla testa della crociata nazionale,
come auspicato da Gioberti. La rara bontà ed il fascino personale di Pio IX
fanno presto nascere attorno alla sua figura leggende che acquisiscono in breve
vita autonoma. L’entusiasmo quasi isterico che saluta la sua proclamazione, con
manifestazioni politico-religiose ovunque nella penisola, tocca un punto vulne-
rabile del nuovo pontefice, che presto diviene così impaziente di ottenere l’ap-
provazione ed il plauso popolari da privare in gran parte del suo potere la Curia
conservatrice. Permette l’insediamento di comitati consultivi locali formati da
laici, che per la prima volta vengono ammessi ad una seppure parzialissima
gestione politica, e persino di una milizia civile; assume un atteggiamento più
favorevole nei confronti dell’istruzione popolare nello Stato Pontificio, accetta
di limitare la censura sulla stampa e promuove la costruzione di linee telegrafi-
che e ferroviarie. In effetti il programma politico di Pio IX non oltrepassa di
molto il programma di laicizzazione dello Stato Pontificio suggerito da un
memorandum delle potenze europee presentato nel 1831 al suo predecessore -
con l’unico scopo di sottrarre forza alle rivendicazioni popolari che potevano
condurre ad esiti di estremismo repubblicano in Italia, destabilizzando magari
l’intera Europa -, ma il fatto che tali cambiamenti avvengano adesso proprio a
Roma, il centro dell’Italia e dell’Europa cattolica, ma sotto Gregorio XVI anche
dell’antiliberalismo, dà una forte spinta alla concessione di riforme moderata-
mente liberali in tutta la penisola. Il governo pontificio cerca addirittura, inizial-
mente invano, di convincere il Piemonte ad entrare in una lega doganale (si rea-
lizzerà nel 1847, insieme alla Toscana).

      Carlo Alberto, pur non approvando l’orientamento liberale di Roma, ma
incapace di opporsi all’entusiasmo innovatore che anima l’opinione pubblica, è
costretto a licenziare i suoi ministri ed a concedere una moderata libertà di

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