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STORIA E CULTURA MILITARE

      Il Corpo dei Carabinieri mobilita 3 Squadroni(1), della forza complessiva di
280 uomini, di scorta al Sovrano e al suo Quartier Generale, e tre mezzi
Squadroni (154 uomini) per essere addetti alle tre Grandi Unità con compiti di
polizia militare. Comandante di tutti i Carabinieri mobilitati è il Colonnello
Conte Paolo Avogadro di Valdengo, mentre al comando dei tre Squadroni di
scorta è posto, direttamente da Carlo Alberto, il Maggiore Alessandro Negri di
Sanfront(2); il I Squadrone è comandato dal Capitano Luigi Incisa di Camerana(3),
il II Squadrone dal Capitano Augusta Brunetta D’Usseaux(4), il III Squadrone

(1) - I tre Squadroni erano stati definiti “Squadroni di guerra”, qualifica data dallo stesso Maggiore
      Negri di Sanfront in una corrispondenza confidenziale, dove precisava che «i Carabinieri in
      quel frangente non esercitavano gli usuali compiti istituzionali» Gli stessi, composti soprat-
      tutto da personale piemontese, vennero costituiti dal 22 marzo al 5 aprile 1948 a Venaria Reale,
      raggiungendo il Quartier Generale a Cremona il 9 aprile; vennero sciolte ad Alessandria a fine
      agosto di quello stesso anno.

(2) - Nato a Ponzone d’Acqui (oggi in provincia di Alessandria) l’11 febbraio del 1804; il padre,
      Bonifacio, era stato Generale e aiutante di campo di Carlo Alberto; la madre, Giacinta dei
      Conti De Rege di Gifflenga, era invece la sorella del conte Alessandro, Ispettore Generale
      della Cavalleria sabauda e reduce della campagna napoleonica di Russia, dove aveva ricoperto
      il prestigiosissimo ruolo di aiutante di campo del Viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais
      (l’eroe di Pastrengo ereditò il nome proprio da quel celebre zio); suo antenato è anche il
      Generale Ercole Negri, esperto di fortificazioni e grande stratega, che nel 1617, durante la
      battaglia per la difesa di Vercelli, si dice ebbe asportata di netto una mano, ma senza perdersi
      d’animo l’avrebbe raccolta continuando a combattere. Iniziò la carriera militare nel 1823
      quale cadetto nella Regia Accademia Militare, entrando in Cavalleria; il 14 aprile 1848, con il
      grado di Maggiore nella Cavalleria, transitò nel Corpo dei Reali Carabinieri (all’epoca il reclu-
      tamento avveniva, come precisato fin dalle Regie Patenti istitutive, tra i soldati dell’Armata
      distintisi per “condotta e saviezza”), pertanto si può affermare che quando iniziò il suo
      impiego bellico, non facesse ancora effettivamente parte del Corpo. Dopo aver lasciato il ser-
      vizio attivo divenne sindaco di Chiavari e venne nominato Senatore del regno d’Italia. Morì
      il 25 febbraio 1884.

(3) - Nato a Nizza l’11 settembre 1818; il 29 dicembre transitò, col grado di Sottotenente, dalla
      Cavalleria al Corpo dei Carabinieri, partecipando a tutte le Campagne dal 1848 al 1859. Il 27
      luglio 1848 venne segnalato dal suo superiore diretto, Negri di Sanfront, al Maggior Generale
      Luogotenente delle Guardie del Corpo di Sua Maestà per essersi distinto due giorni prima,
      insieme ai carabinieri del suo squadrone, nell’azione di protezione della ritirata delle truppe
      piemontesi nella zona di Valeggio e Villafranca: nel suo rapporto, il Maggiore evidenzia che
      la calma ed il “sangue freddo” di Incisa di Camerana furono tali che i nemici non avevano
     avuto il coraggio di “inseguire vivamente le nostre truppe” e “sconcertarne” la ritirata.
     Collocato a riposo il 12 maggio 1878 col grado di Tenente Generale e morì a Torino il 5 aprile
     1886.

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