Page 206 - Rassegna 2-2016
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LA CARICA DI PASTRENGO

      Con loro lo S.M., i tre Squadroni dei Carabinieri ed un lungo corteo di
livree. Accortosi delle difficoltà della Cuneo invia vari messaggi di affrettarsi,
ma senza esito, pertanto decide di avvicinarsi per scoprire i motivi di tale ritar-
do, solo per avvedersi che finalmente la Brigata ha superato l’ostacolo e preso
contatto con gli austriaci, posti sulle soprastanti posizioni di Monte le Bionde.
Carlo Alberto si avvia allora verso Monte Valena, in posizione centrale ed avan-
zata, per aver una migliore visuale, quindi, nonostante il parere contrario dello
S.M., avanza ancora, sempre preceduto tuttavia da una dozzina di Carabinieri e
seguito dal resto dei tre squadroni di scorta.

      Il Re è ormai sulla strada tra Monte Valena e Monte le Bionde, quando i
Carabinieri in ricognizione si inerpicano sul vicino ciglione, dove vengono fatti
oggetto di una scarica di fucileria da parte di un reparto di tirolesi del Col.
Wohigernuth, abbastanza violenta da sbandarli, scoprendo il sovrano.

      Il Maggiore Negri di Sanfront intuisce il pericolo e, senza chiedere od
attendere disposizioni, lancia d’iniziativa i tre Squadroni contro il nemico e,
superato al galoppo il sovrano e il suo seguito, carica in tre riprese successive
gli Austriaci. Carlo Alberto segue l’azione continuando ad avanzare sul terreno
già battuto dagli Squadroni, nello stesso tempo in cui entra in azione il reggi-
mento Genova Cavalleria e altre truppe attaccano dai punti prestabiliti. Quella
massa di quasi trecento cavalieri lanciati al galoppo, scintillanti per i bottoni ed
i fregi metallici dell’uniforme, per il luccichio delle sciabole sguainate e fiam-
meggianti al sole, è per il nemico come un turbine.

      L’irruenza della carica, la forza irresistibile di un così ardimentoso esem-
pio di iniziativa e la presenza dello stesso sovrano in mezzo alla battaglia si pro-
pagano ben presto a tutta la linea di combattimento, elettrizzando le truppe e
trascinandole all’assalto: ai due lati Cuneo e Piemonte avanzano travolgendo la
debole linea dei due battaglioni austriaci antistanti per cui il Gen. Wocher impe-
gna immediatamente le sue riserve per impedire che la morsa si stringa troppo
presto, ma ormai anche la Brigata Savoia, preceduta dai bersaglieri, ha superato
Monte San Martino incalzando il nemico e mirando al ponte di barche
sull’Adige. I bersaglieri vi giungono subito dopo che gli austriaci sono appena
riusciti a smantellarlo, ma fanno prigionieri i circa 200 austriaci rimasti al di qua
del fiume.

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