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STORIA E CULTURA MILITARE
Rilevato il successo dell’attacco piemontese, Radetzky aveva risposto con
una vigorosa azione dimostrativa contro il centro dell’intero esercito piemonte-
se, con direttrice lo stradone Verona-Peschiera: tale azione era stata respinta, ma
aveva impensierito il comando sabaudo, che così evitò di tentare di attraversare
l’Adige e andare a chiudere la strada Verona Trento. “Pour aujourd’hui il y en a
assez” commentò Carlo Alberto chiudendo le azioni della giornata: a fronte di
soli 15 caduti e 90 feriti, contro i 23 caduti, i 140 feriti ed i 380 prigionieri patiti
dagli austriaci, la cittadina di Pastrengo era stata conquistata, ma strategicamen-
te parlando, oltre al fatto di aver eliminato una testa di ponte sulla riva destra
dell’Adige, nulla era realmente cambiato perché la strada tra Verona e Trento,
via di collegamento logistico fondamentale per il prosieguo delle ostilità, così
come l’intera riva sinistra dell’Adige, rimanevano sempre in sicure mani austria-
che.
Si trattò sì di una vittoria, ottenuta nella prima vera battaglia dell’intera
campagna, iniziata più di un mese prima con l’attraversamento del Ticino da
parte delle prime unità piemontesi, ma una vittoria incompleta e non sfruttata.
L’Armata Sarda aveva avuto dimostrazione dell’indubbio valore dei suoi uomi-
ni, ma la pianificazione strategica e lo svolgimento tattico avevano dimostrato
lacune: tre Brigate avevano preso parte all’azione, ma in effetti solo i
Reggimenti di testa erano stati impiegati, mentre quelli in seconda linea non
avevano alimentato l’azione, non l’avevano sostenuta ed infine non avevano
sfruttato il successo.
Comunque il mattino successivo, 1° maggio, il 1° ed il 3° squadrone dei
Carabinieri vengono inviati a Bussolengo per sloggiarvi un battaglione austria-
co ancora lì presente: al solo apparire degli stessi protagonisti della fulminea,
vittoriosa azione del giorno precedente, gli austriaci lasciano anche quel paese
e la Brigata Savoia può così occupare anche Bussolengo.
Successivamente gli Squadroni Carabinieri di scorta si distingueranno nel
fatto d’arme presso Verona, il 6 maggio, e nelle azioni del 24 e 25 luglio sulle
alture di Custoza, dove l’Esercito sabaudo viene sconfitto dall’Armata imperia-
le. Due giorni dopo, il 27 luglio, a protezione dell’Armata Sarda in ritirata, nei
pressi di Villafranca i militari del Corpo caricano più volte il nemico con tenacia
e sono menzionati nei bollettini di guerra per il loro ardimento. A seguito della
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