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PREMESSA AL REGOLAMENTO GENERALE DELL’ARMA: UNA PARAFRASI PSICOLOGICA

      Qualche anno dopo, Heinz Kohut psicoanalista austriaco farà dell’empatia
un vero strumento terapeutico, ritenendola non solo mezzo di conoscenza del-
l’altro ma anche strumento di cura del paziente. In riferimento al pensiero di
Kohut: “il paziente ha un bisogno disperato, per poter mantenere il proprio
senso di benessere, di certe specifiche risposte da parte delle altre persone”(33).
Un approccio empatico non deve però essere appannaggio del solo psicologo
all’interno del suo studio privato, ma di chiunque eserciti una professione che lo
porti a contatto con le persone e in particolare di coloro cui è richiesto di lavo-
rare al fine ultimo di promuovere il benessere altrui. Sembra ovvio asserire, per-
tanto, il potere insito nelle capacità d’immedesimazione e di sintonizzazione con
l’altro, nel caso specifico del dipendente o collaboratore da parte del comandante
e di come l’empatia debba essere una delle conditio sine qua non del leader.

      Il costrutto di empatia si va a intrecciare intimamente con quello di
Intelligenza Emotiva reso popolare da Daniel Goleman(34) che la definisce come
segue: “L’Intelligenza emotiva è la capacità di motivare se stessi, di persistere
nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi
e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la
sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”. Nella sua
successiva pubblicazione tradotta in italiano “Lavorare con intelligenza emoti-
va”(35) Goleman dichiara che: “L’intelligenza emotiva determina la nostra poten-
zialità di apprendere le capacità pratiche basate su cinque elementi: consapevo-
lezza e padronanza di sé, motivazione, empatia e abilità nelle relazioni interper-
sonali…”, caratteristiche queste che appartengono a ogni essere umano e che
possono essere sia educate che migliorate da chiunque.

      La parte centrale del Capo IV sottolinea che le azioni di comando debba-
no essere “opportunamente temperate da calma e scevre da minacce come da
tolleranti debolezze”. Nell’“esigere l’osservanza dei doveri” è necessario che il
comandante esibisca una serie di comportamenti riconducibili ad una condizio-
ne di stabilità emotiva.

(33) - GABBARD, G.O. (2007), Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore, Milano.
(34) - GOLEMAN, D. (1996), Intelligenza emotiva, che cosa è e perché può renderci felici, RCS Libri & Grandi

       Opere, Milano.
(35) - GOLEMAN, D. (1998), Lavorare con intelligenza emotiva, RCS Libri, Milano.

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