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LA DESTINAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E IL LORO
RIUTILIZZO PER FINI DI PUBBLICO INTERESSE NELL’ATTUALE QUADRO NORMATIVO
si pensi, ad esempio, ai beni immobili per i quali occorra un impiego di
risorse finanziarie eccessivamente oneroso, o a quei beni realizzati in spregio a
qualsiasi normativa urbanistica o, addirittura, in violazione delle norme di tutela
ambientale e di sicurezza.
per di più, tale forma di destinazione assume anche un significato del tutto
pregnante ove si consideri che in alcuni contesti caratterizzati da un’elevata inci-
denza mafiosa risulta pressoché impossibile giungere alla destinazione ordinaria
del bene confiscato.
in altri termini, vi sono beni che per il contesto ambientale in cui insisto-
no non si prestano ad alcuna utilizzazione proficua né per finalità istituzionali
né per finalità sociali. in tali casi, quindi, in territori in cui imperversa la crimi-
nalità organizzata, si ritiene che solo la distruzione del bene o la sua demoli-
zione possano avere quell’alto valore simbolico di presenza e di affermazione
dello stato.
si tenga conto altresì che tale tipica possibilità di destinazione lancereb-
be un “messaggio” di forte impatto mediatico sull’opinione pubblica: l’orga-
nizzazione criminale viene spodesta con l’abbattimento di ciò che essa ha rea-
lizzato.
tuttavia, vi è da soggiungere che la soluzione dell’abbattimento degli
immobili confiscati, ove ricorrano le condizioni di cui all’art. 112 comma 2 del
codice antimafia (bene improduttivo, oggettivamente inutilizzabile, non desti-
nabile o non alienabile, ovvero nei casi previsti dalle norme in materia di tutela
ambientale e di sicurezza), di fatto non è stata ancora attuata dall’agenzia, sia
per i connessi costi esosi sia per una scarsa cooperazione da parte delle altre
istituzioni a vario titolo coinvolte nella valorizzazione e riqualificazione del
cespite di provenienza illecita.
anche in tal senso, si auspica che in un prossimo futuro si avviino quei
processi di azione sinergica tra agenzia, prefettura, enti territoriali, agenzia
del demanio, agenzia delle entrate, associazioni del terzo settore, etc. che
promuovano la formalizzazione di convenzioni interistituzionali in cui ogni
attore sia responsabilmente interessato e coinvolto nell’attività di contrasto ai
patrimoni illecitamente acquisiti dalla criminalità organizzata.
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