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LA DESTINAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E IL LORO
RIUTILIZZO PER FINI DI PUBBLICO INTERESSE NELL’ATTUALE QUADRO NORMATIVO
a tal riguardo, gli enti hanno cura di disciplinare puntualmente termini e
modi di utilizzo dei beni, soprattutto per quanto concerne la fissazione delle
cause di risoluzione o di recesso dalla convenzione, la cui attuazione si ritiene
necessaria a salvaguardare il bene da ogni forma di pretesa o ingerenza altrui.
nell’ipotesi in cui i beni non vengano assegnati, e quindi non utilizzati né
direttamente né indirettamente tramite terzi, gli enti possono optare di metterli
a reddito per finalità di lucro, purché i relativi proventi siano reimpiegati esclu-
sivamente in attività sociali.
4. Le ipotesi residuali di destinazione: la vendita dei beni immobili
accanto alle suddette modalità di destinazione, il codice antimafia disci-
plina le ipotesi “alternative” della vendita e della distruzione o demolizione dei
beni immobili. si tratta di forme di “destinazione” dei beni confiscati, che assu-
mono un carattere residuale sul presupposto della impossibilità di utilizzarli o
di renderli in qualche modo produttivi per i fini di pubblico interesse.
L’art. 48 comma 5 del codice antimafia prevede, per l’appunto, la ven-
dita di quei beni immobili di cui non sia possibile effettuare la destinazione o
il trasferimento. ovviamente, l’alienazione di un bene confiscato è sottoposta
ad una serie di cautele ed accorgimenti volti a scongiurarne qualsivoglia pos-
sibilità di acquisizione da parte del soggetto colpito dalla misura ablatoria o di
soggetti contigui ad ambienti criminali. in tal senso, il codice antimafia indi-
vidua i potenziali acquirenti solamente in talune categorie di soggetti: enti
pubblici che investano nel settore immobiliare, associazioni di categoria che
offrano maggiori garanzie nel perseguimento del pubblico interesse, fonda-
zioni bancarie, cooperative edilizie delle forze armate o forze di polizia, enti
territoriali.
questa limitazione, pur tuttavia, non nasconde le perplessità che il sistema
rileva in tutta evidenza. nello specifico, è evidente che l’attuale congiuntura
economica renda estremamente difficoltoso per qualsiasi organo, istituzionale e
non, investire risorse finanziarie in immobili che quasi sempre necessitano di
ulteriori investimenti in consistenti interventi manutentivi.
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