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FORMAZIONE ESPERIENZIALE.
           L’ESEMPIO DELL’OUTDOOR TRAINING NELL’ARMA DEI CARABINIERI

      La configurazione dei “profili” legati agli stili di apprendimento è stata
raggiunta da Kolb attraverso la costruzione e la somministrazione diffusa di un
questionario sullo stile di apprendimento, progettato per consentire il posizio-
namento degli individui nei differenti quadranti. Ogni profilo è caratterizzato
da punti di forza e di debolezza e difficilmente si ha uno stile esclusivo. Ciò
significa che un individuo non deve per forza essere totalmente associato a un
profilo anziché ad un altro: il posizionamento in uno stile specifico metterebbe
in difficoltà il soggetto nell’apprendimento, limitandone le possibilità.

4.5 L’outdoor training experience

      All’interno delle nuove formazioni l’outdoor training experience (OTE) occupa
un posto di rilievo. Si presenta come l’innovazione più significativa introdotta
nella formazione negli ultimi anni, nonché il metodo che ha riscontrato più suc-
cesso e gradimento da parte dei partecipanti. La storia dell’outdoor training inizia
in Europa dopo la prima guerra mondiale. Il fondatore riconosciuto dell’outdoor
è Kurt Hahn(54), ebreo tedesco, fondatore della Salem School, situata nella regione
del Baden, nel sud della Germania.

      Inizialmente, però, nei confronti di questa nuova metodologia esperienzia-
le, operatori di formazione anche molto noti nutrivano un sentimento di scet-
ticismo, e a volte anche di sarcasmo, dovuto soprattutto al fatto che proveniva
dal mondo anglosassone e nordamericano. Nonostante lo scetticismo iniziale,
l’OTE è riuscito ad affermarsi sul campo, soprattutto nel mondo delle imprese,
fino a diventare forse l’innovazione più importante introdotta nella formazione
aziendale negli ultimi anni.

      Questo grazie ai partecipanti, che lo hanno sempre valutato positivamente
e gradito notevolmente. Allo stato attuale, l’unica vera motivazione che ha por-
tato molte organizzazioni a investire nei programmi OTE, quasi sempre più
costosi dell’aula tradizionale, è stato il costante rilevare un riscontro di feedback
positivi da parte dei partecipanti unitamente a una certa insoddisfazione verso
le forme tradizionali di formazione d’aula.

(54) - M. LIUZZI, La formazione fuori dall’aula. Concetti, metodi e strumenti per un nuovo modello formativo
       multidimensionale, Angeli, Milano, 2006, pag. 88.

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