Page 101 - Rassegna 1-2016
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FORMAZIONE ESPERIENZIALE.
L’ESEMPIO DELL’OUTDOOR TRAINING NELL’ARMA DEI CARABINIERI
Ciascuna di esse offre una dimensione vitale affinché le organizzazioni
possano effettivamente «apprendere», cioè migliorare continuamente la loro
capacità di realizzare le loro aspirazioni più elevate.
I Disciplina - Il pensiero Sistemico: rappresenta la pietra angolare della visione
di Senge, integra le altre discipline fondendole in un corpo coerente di teoria e
di pratica. Senza un orientamento sistemico, non si è motivati a guardare all’in-
terrelazione tra le discipline e non può essere soddisfatta la condizione di creare
una visione futura. Ma per realizzare il suo potenziale, il pensiero sistemico
necessita anche delle discipline utili a creare una visione condivisa, cioè dei
modelli mentali, dell’apprendimento di gruppo e della padronanza personale.
II Disciplina - La padronanza personale: può sembrare che il termine padronanza
implichi ottenere dominio su cose o persone. Ma la padronanza(31) significa anche
un particolare livello di rendimento. La padronanza personale è la disciplina che
consiste nel chiarire e approfondire continuamente la propria visione personale e
vedere la realtà in modo obiettivo.
Permette alla persona di disporre del grado di autonomia affidatole e di pren-
dere decisioni non dipendenti dalla gerarchia.
III Disciplina - Modelli mentali: ogni individuo o organizzazione a seconda
delle proprie esperienze, del proprio patrimonio culturale e della propria spe-
cializzazione adotta particolari modelli percettivi, modi di organizzare nella
memoria e di richiamarle, di pensare e di risolvere i problemi. Per imparare effi-
cacemente, occorre che tali modelli siano fluidi e permeabili. Lavorare con i
modelli mentali è una disciplina che inizia «voltando lo specchio» verso l’inter-
no; imparando a scoprire le nostre rappresentazioni interne del mondo, a por-
tarle in superficie e a tenerle sotto un rigoroso esame.
IV Disciplina - Costruire una visione condivisa: è definita da Senge come la capacità di
mantenere una visione condivisa del futuro che si cerca di creare. È difficile pensare
a un’organizzazione che abbia raggiunto un qualche livello di grandezza in assenza di
obiettivi, valori e missioni che fossero condivisi in tutta la struttura. L’essere coinvolti
in una vision genera un atteggiamento nella persona per cui lei impara non perché le
viene detto di farlo, ma perché vuole. La pratica della vision condivisa implica la capacità
di far venire in superficie le «immagini del futuro» condivise in modo volontario.
(31) - P. SENGE, La quinta disciplina, op. cit. pag. 8.
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