Page 154 - Quaderno 4-2016
P. 154

possono influenzare l’opinione pubblica e spesso anche gli addetti ai lavori.
      Tutto ciò con una conoscenza reale ed effettiva di quello di cui si dà informazione,

a partire dagli stessi termini, dato che ormai in Italia spesso si confonde il termine
femminicidio addirittura con l’uxoricidio. Femmicidio e femminicidio hanno, invece,
significati precisi che molta informazione sembra ignorare: il primo è il termine
criminologico coniato da Diana H. Russel per le uccisioni di donne con movente di
genere e su cui nel novembre 2012 a Vienna, l’Academic Councilon United Nations System
(ACUNS), ha redatto un documento in cui si spiega che “il femmicidio è l’ultima forma
di violenza contro le donne e le ragazze”, e che “le sue molte cause sono radicate nelle
relazioni di potere storicamente ineguali tra uomini e donne, e nella discriminazione
sistemica basata sul genere”; mentre il secondo, ovvero il femminicidio, è il termine
sociologico coniato da Marcela Lagarde, che indica “la forma estrema di violenza di
genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito
pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine che comportano l’impunità delle
condotte poste in essere, tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la
donna in una situazione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il
tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e
bambini, di sofferenze psichiche e fisiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al
disinteresse delle Istituzioni e all’esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia”, e quindi
con un significato ben più complesso, sicuramente non ristretto ai mariti che uccidono le
mogli. La violenza contro le donne, però, non è un fenomeno né nuovo né italiano, e i
dati dell’Onu ci dicono che nel mondo sette donne su dieci subiscono violenza nel corso
della vita, e che seicento milioni di donne vivono in nazioni che non la considerano un
reato. Dati su cui si concentrano l’Onu, che quest’anno ha siglato una storica carta
contro la violenza su donne e bambine (Commission on the Status of Women - CSW, 8/15
marzo), e il Consiglio d’Europa con la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la
violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul 2011). Convezione
che, ratificata dall’Italia quest’anno, oltre a condannare “ogni forma di violenza sulle
donne e la violenza domestica”, riconosce che il raggiungimento dell’uguaglianza è un
elemento chiave per prevenire la violenza e chiarisce quanto l’elemento culturale sia
fondamentale, in quanto si possono fare le migliori leggi del mondo ma se non cambia la
testa, le leggi possono rimanere inapplicate. E proprio perché lo smantellamento di una

                                                                  152
   149   150   151   152   153   154   155   156   157   158   159