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L’introduzione della fattispecie di femminicidio si inserisce in questo cammino,
malgrado non sia una misura esplicitamente richiesta in nessuno di questi atti e resti per
ora solo tra le ipotesi (anche se tra le più discusse). Quel che è certo è che il
femminicidio è un fenomeno molto complesso dal punto di vista sociologico e
giuridico, che non ha un’unica causa diretta ma è indubbiamente multifattoriale.
Il femminicidio non avviene soltanto in Paesi poveri. La violenza contro le donne,
fino alla sua massima espressione, è presente in tutto il mondo. Non si può neanche
dire che nei Paesi più ricchi il tasso di violenza sia più basso. Secondo quanto scrive
Corcoy296, in Scandinavia e in generale nel nord Europa, che nell’immaginario di tutti noi
è la zona del mondo in cui le istituzioni e la società in generale sono più attente
all’uguaglianza tra i generi, gli indici di violenza contro le donne sono più alti che in
Spagna. Tuttavia, pur non considerando molto affidabili le cifre finora presentate, in
termini assoluti sembra che il Cile registri ogni anno lo stesso numero di femminicidi
della Spagna, malgrado abbia un terzo dei suoi abitanti (45 vs 16 milioni).
Possiamo dire allora, visto che non c’è una diretta proporzione tra il livello di
sviluppo di un Paese e numero di femminicidi, che l’elaborazione grafica della
progressione dei due fattori assomiglia a una parabola? Potrebbe essere, ma dobbiamo
sempre considerare che, esistendo anche altri fattori, una delle possibilità è anche che non
esista nessuna relazione tra livelli di sviluppo economico di un Paese e violenza contro le
donne. Per offrire solo un altro esempio, un altro pregiudizio che i numeri invitano a
superare riguarda la connessione tra densità umana e femminicidio. La regione
metropolitana di Santiago, ha un tasso di femminicidi proporzionale a quello della sua
popolazione comparata al resto del Paese297. Guardando ai «freddi» numeri, i valori
medi più alti di donne morte in contesto di coppia degli ultimi anni si dà nella regione di
Aysen, in Patagonia, dove vivono poco più di trentacinque mila donne di età superiore ai
quindici anni (una città come Aosta in un territorio grande come tutto il Nord Italia).
Tuttavia, a una percentuale tanto alta corrisponde un numero assoluto di cinque donne
morte tra il 2007 e il 2011, una all’anno.
296 M. CORCOY BISASOLO, Problemática jurídico-penal y político-criminal de la regulación de la violencia de género y
doméstica, in REVISTA DE DERECHO DE LA PONTIFICIA UNIVERSIDAD CATÓLICA DE VALPARAÍSO,
2010, XXXIV, n. 1, 345.
297 I dati presentati da R. RODRÍGUEZ MANRÍQUEZ, Informe, cit., 242 non sembrano contraddire, se ci
limitiamo a osservare le tendenze, quelli presentati da M.A. JIMÉNEZ ALLENDES e P. MEDINA
GONZÁLEZ, Violencia, cit., parte II, cap. III in particolare 539 - 542 che, correttamente, raccolgono
l’informazione sotto l’etichetta del parricidio.
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