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Questo non significa che, da anni, non circolino cifre, anche attraverso canali
ufficiali. Il Servicio Nacional de la Mujer (Sernam) nel suo sito web290 pubblica
informazioni sui “femicidios” a partire da gennaio 2008. Ad ogni morte violenta che
coinvolga una donna, a meno che non si tratti con tutta evidenza di un incidente, il
Sernam attribuisce un numero, per mantenere il conteggio, ed aggiunge alcune linee
con nome ed età delle persone coinvolte, una semplice descrizione “giornalistica” della
morte e, se possibile, delle informazioni sull’autore: l’età, la relazione che aveva con la
vittima, la decisione di consegnarsi alla polizia o di fuggire, l’eventuale suicidio.

      Nella tabella sotto riprodotta, presento un’elaborazione dei dati lì pubblicati.
      Insisto nell’avvertire che lo stesso Sernam non dice da dove ha ottenuto le
informazioni e si può supporre che siano state incrociate notizie mass- mediatiche
con dati provenienti da altri organismi governativi e non291. Questi sono, invece, i dati
riportati in un articolo di Rodríguez Manriquez292.
      Di fronte a questa sconcertante dimostrazione di ignoranza statistica circa un
fenomeno oggi al centro del dibattito politico, la tipicizzazione del femicidio è
sicuramente di beneficio. L’affermazione dell’assenza di conseguenze pratiche alla sua
introduzione nel secondo comma dell’articolo 390 è sbagliata perché aiuterà, d’ora in
poi, a monitorare con maggiore precisione il fenomeno293.

290 http://portal.sernam.cl/?m=programa&i=8.
291 Nello stesso modo in cui dichiara di aver raccolto informazioni per il suo articolo Roberto

   RODRÍGUEZ MANRÍQUEZ, assistente sociale nella unidad especializada en responsabilidad penal de adolescentes
   y delitos de violencia intrafamiliar – fiscalía nacional – ministerio público, Autore dello studio R. RODRÍGUEZ
   MANRÍQUEZ, Análisis estadístico descriptivo de los femicidios ocurridos durante el año 2007, in REVISTA
   JURÍDICA DEL MINISTERIO PÚBLICO, 2008, XXXV, julio, 336.
   Nel 2011 l’Autore ripete lo stesso studio offrendo vari dati relativi ai cinque anni precedenti. Non è
   strano, per tanto, che i numeri di Rodríguez non coincidano con quelli del Sernam, anche se non riesco
   a capire come un funzionario pubblico, che scrive sulla rivista ufficiale di una istituzione pubblica,
   possa pubblicare un articolo in tema di femminicidio nel 2011 senza nemmeno nominare la Ley
   approvata nel 2010 e scrivendo che con il termine femicidio continua a fare riferimento all’«omicidio di
   una donna per il fatto di essere donna». Sono compresi così nelle sue statistiche, per stessa ammissione
   di Rodríguez, morti di donne uccise da ignoti. In quanto tali, suppongo, non si possa sapere con
   certezza il sesso dell’assassino/a e nemmeno realmente se la vittima è morta «per il fatto di essere
   donna». R. RODRÍGUEZ MANRÍQUEZ, Informe sobre femicidio en Chile. Estadísticas relevantes 2011 y datos
   comparativos, in REVISTA JURÍDICA DEL MINISTERIO PÚBLICO, 2012, L, marzo, 240.
292 R. RODRÍGUEZ MANRÍQUEZ, Informe, cit., 240. Il numero tra parentesi corrisponde a quante, delle
   morti totali, ebbero luogo fuori da un contesto di coppia. La presentazione della tabella è irregolare per
   facilitare la lettura del dato in base all’anno come appare nella tabella del Sernam.
293 Lo faceva presente, già alcuni anni fa P. TOLEDO VÁSQUEZ, ¿Tipificar el femicidio?, in ANUARIO DE
   DERECHOS HUMANOS DE LA UNIVERSIDAD DE CHILE, 2008, 216. «[...] esistendo una fattispecie a
   parte si semplifica la generazione di informazione statistica disaggregata, e inoltre si semplifica il
   monitoraggio dell’azione dell’apparato giudiziario e della giurisprudenza relativa a questa forma di
   violenza contro le donne».

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