Page 143 - Quaderno 4-2016
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CAPITOLO IV
                              “FEMMINICIDIO” COME REATO

IV.1. La fattispecie di femminicidio. Problemi di definizione e presentazione
      dell’opzione cilena;

      Il termine femminicidio, o femmicidio, è un neologismo che si sta diffondendo nel
linguaggio giornalistico e deriva dallo spagnolo “femicidio” o “feminicidio”, parola
utilizzata per prima e diffusa grazie al lavoro dell’antropologa messicana Marcela Lagarde,
che a sua volta a preso ispirazione dall’inglese femicide.

      Autrice di quest’ultimo termine è la sociologa statunitense di origine sudafricana
Diana E.H. Russell che lo utilizzò per indicare gli assassinii di donne “per il fatto di
essere donne” in un articolo del 1992281 e nelle sue conferenze fin dal 1976.

      Ciononostante, è proprio grazie al lavoro dell’attivista e professoressa Lagarde (già
deputata federale messicana tra il 2003 e il 2006), assieme a quello di altre femministe
dell’America centrale come Julia Monárrez, Ana Carcedo e Monserrat Sagot, che il
neologismo acquista una diffusione globale ed inizia ad essere utilizzato come bandiera di
rivendicazioni politico-sociali. Marcela Lagarde, più che per offrire una definizione
precisa e “accademica” del fenomeno, utilizzò il termine femicidio con il proposito
politico di attirare l’attenzione sulla terribile situazione vissuta dalle donne del suo Paese,
in particolare per quelle residenti nella zona di Ciudad Juárez. Se da una parte questo
permise alla deputata Lagarde di ottenere l’istituzione, da parte del Congreso Federal, di
una commissione speciale per lo studio del fenomeno assieme ad altri importanti

281 Si tratta di: D.E.H. RUSSELL E J. CAPUTI, Femicide: Sexist terrorism against women, in J. RADFORD e
   D.E.H. RUSSELL (Eds.), Femicide: The Politics of Woman Killing, New York, NY, 1992, 13-24. Disponibile
   in rete: www.dianarussell.com. L’Autrice afferma che inventò il neologismo ridefinendo il termine
   utilizzato dalla femminista Carol ORLOCK, nel suo libro Femicide del 1974, a oggi ancora inedito. Nel
   corso di questo articolo, con l’intento di non creare confusione nel lettore, si userà il termine femicidio,
   in corsivo, per indicare la fattispecie penale prevista in Cile, mentre la parola femminicidio si utilizzerà
   riferendosi genericamente al fenomeno dell’uccisione di persone di sesso femminile. Si tratta di una
   scelta, si ribadisce, effettuata solo per distinguere tra una precisa fattispecie di reato prevista in un certo
   Paese e un fenomeno sociale globale, senza pretesa alcuna di proporre differenziazioni che vadano al di
   là di questo scritto, come alcuni si propongono di fare (cfr. le pubblicazioni della «Casa delle donne per
   non subire violenza» di Bologna - www.casadonne.it). Già solo l’esperienza giuridica latinoamericana
   mostra che la fattispecie oggetto di questo studio viene rubricata in alcuni Paesi femicidio e in altri
   feminicidio e in certi casi, come in Cile e in Perù, le due differenti diciture vengono utilizzate in realtà per
   indicare condotte molto simili tra loro, se non uguali.

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