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addirittura contrapposti (vedasi Regno Unito e Germania), ma si registrano delle tensioni
legislative che stanno portando all’adozione di sistemi legislativi di compromesso mediante un
avvicinamento dei due poli opposti. Questo trend si è prepotentemente registrato soprattutto in
alcuni Stati quali l’Italia e la Spagna, ma ha trovato terreno fertile anche nelle legislazioni più
chiuse ed intransigenti (Francia e in un certo senso anche Germania). Ciò rappresenta da un
lato il frutto delle indicazioni della Corte di giustizia europea, la quale ha sviluppato nel corso
degli anni una copiosa giurisprudenza volta a rendere effettivi ed efficaci i principi di libertà di
prestazione dei servizi e di stabilimento dei Trattati. Ma ancor di più la tendenza è la
conseguenza delle nuove sfide concorrenziali che l’avvento del gioco online ha imposto al
mercato, con la conseguente smaterializzazione dell’industria di gioco, abbattimento dei costi
fissi delle imprese e la propagazione della offerta verso un pubblico ampio e territorialmente
indefinito. Gli Stati che hanno visto un’opportunità di crescita e possibilità di politiche
occupazionali (e fiscali) hanno provveduto a regolamentare il settore (dapprima il Regno Unito,
gradatamente l’Italia, successivamente la Spagna). Altri invece tentano invano di trovare efficaci
strumenti per neutralizzare il mercato di gioco illegale che parallelamente si è sviluppato
(Francia e Germania). Il fenomeno della convergenza dei framework normativi opposti non ha
intaccato però solo i sistemi definiti protezionistici e monopolistici. Essa ha parimenti
caratterizzato, in direzione contraria, anche i sistemi liberali per eccellenza, come quello
britannico. Infatti l’esodo degli operatori economici verso giurisdizioni fiscali di favore, ai danni
delle casse statali e dell’economia inglese, sta portando a una attenta discussione in merito alla
introduzione di misure maggiormente restrittive, quali ad esempio la possibilità di subordinare il
lecito esercizio di attività di gioco al necessario possesso anche della licenza nazionale e dunque
al pagamento dei tributi nel Paese. Si riscontra infine una linea sostanzialmente unitaria adottata
da tutti gli Stati in merito alla tutela del consumatore-giocatore e alla prevenzione del gioco
d’azzardo patologico, che si estrinseca nell’adozione di diverse misure che riguardano le
limitazioni all’attività di marketing, l’adozione di politiche volte a informare e sensibilizzare
l’opinione pubblica sui rischi inerenti la ludopatia e la previsione di determinati requisiti tecnici
cui devono attenersi gli esercizi pubblici in cui si esercitano attività connesse al gioco. In tutti gli
Stati poi è fatto espresso divieto di gioco per i minori.
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