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altri mezzi di telecomunicazione nonché sulle maglie sportive e sui cartelloni dei centri in cui

            vengono trasmessi gli eventi sportivi . Con il Trattato del 2008 poi è stato istituito un
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            organismo nazionale denominato Consiglio di Supervisione sul gioco, con funzioni di controllo

            e vigilanza sul rispetto della normativa sia da parte degli operatori economici sia degli istituti

            finanziari per quanto riguarda le transazioni collegate a attività di gioco illegali. Inoltre tutti gli

            operatori hanno l’obbligo di promuovere campagne sociali finalizzate alla prevenzione per un
            uso responsabile del gioco.





            5.    Il modello spagnolo


                  La disciplina dei giochi e delle scommesse risente anche in tal caso dell’organizzazione

            territoriale dello Stato spagnolo , in quanto interessa competenze sia del governo centrale sia
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            delle Comunità autonome (Comunidades autónomas) ed è per questo che trova sede in primis nella

            Costituzione spagnola. Infatti all’art. 149 si afferma la competenza statale per quel che concerne

            gli aspetti di ordine e sicurezza pubblica e della tutela dei minori. Alle Comunità autonome

            viene invece conferita la competenza a disporre la disciplina di dettaglio delle varie categorie dei

            giochi leciti cui devono attenersi gli operatori economici, la quale comunque deve rispettare ai
            principi delineati in  materia da  un organismo collegiale di coordinamento creato  ad hoc  e

            denominato Consejo de Políticas del Juego. Al Consiglio partecipano chiaramente i rappresentanti

            degli enti  territoriali e tra i suoi compiti rientra anche il rilascio delle licenze previste per
            l’esercizio delle attività del settore. Nel 2011 è stata introdotta una legge organica, la  Ley

            13/2011 de regulación del juego, con la quale tra l’altro si è provveduto a disciplinare l’offerta di

            gioco proposta tramite il canale telematico. Questa infatti, per molti anni, era prosperata senza

            alcun tipo di controllo in una situazione di vuoto legislativo.  La legge innanzi  tutto da una
            definizione di gioco precisando che si definisce tale quell’attività per la quale sia previsto un

            premio in denaro o di altra specie, che si basi sulla scommessa di un evento futuro dall’esito

            incerto e per la partecipazione alla quale sia necessario che il  giocatore utilizzi denaro.

            Successivamente individua tre diverse categorie di giochi leciti:




            226   Nei rimanenti casi la pubblicità comunque deve limitarsi a fornire informazioni sull’esistenza del gioco e
               illustrare le opportunità di vincita, senza incoraggiare gli utenti a partecipare al gioco, ri-portando chiaramente
               il divieto per minorenni, esplicitando i rischi di dipendenza e segnalando i numeri di assistenza.
            227   Il potere di disciplinare il comparto fino al 1985 era attribuito al governo centrale, successivamente la
               competenza legislativa fu attribuita a ciascuna delle 17 Comunità autonome.

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