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per sé leciti, siano collegati con l’attività finale dell’operatore illecito mirando ad agevolarne o

            facilitarne il conseguimento del risultato. La partecipazione si sostanzia dunque in un rapporto
            di ausiliarietà tra atto o attività lecita ed impresa illecita, unitamente alla necessaria conoscenza

            dell’illecito e la volontà di concorrervi.

                  Il  fenomeno del  collegamento  invece  non  riguarda  un  qualsiasi  nesso  economico  o

            occasionale.  Infatti  il  legame  deve riguardare il profilo  essenziale delle attività prese in
            considerazione, ovvero le vicende di una determinata attività devono andare ad influire  su

            quelle dell’altra e deve sussistere la proiezione verso un risultato comune  (cosiddetto  nesso

            teleologico). Dunque il collegamento non può che fondarsi sulla volontà comune delle parti  la
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            quale deve essere desunta sul piano interpretativo.
                  Questi concetti dottrinali, che talvolta possono sembrare fumosi e contorti, hanno invece

            una rilevanza fondamentale in quanto rappresentano i criteri cui attenersi al fine di riconoscere

            le tutele a chi compie degli atti con un imprenditore illecito senza esserne a conoscenza e, per
            converso, permettono  di sanzionare chi invece abbia volutamente cercato di agevolarlo o di

            facilitare la realizzazione del risultato illecito.



            2.2  Il mercato illecito

                  La stratificazione e la poliedricità delle attività illecite nel settore dei giochi sono frutto di
            una evoluzione criminale che nel tempo ha sempre più assunto  valenze economiche ed

            imprenditoriali. Ciò ha prodotto degli importanti cambiamenti, in quanto l’illegalità (nelle sue

            varie forme di mercati illeciti, usura e racket, evasione fiscale, lavoro nero, riciclaggio ecc.) altera
            le regole della concorrenza, distorce il mercato e mortifica gli investimenti, andando a intaccare

            dunque la stabilità della struttura del circuito economico e il modello di efficienza dell’economia

            di mercato. Innanzi tutto dobbiamo distinguere tra economia illegale ed economia criminale. La

            prima è costituita da violazioni episodiche,  sia amministrative che penali, frutto di una
            criminalità non evoluta che di per sé non desta un grande allarme sociale dal punto di vista

            economico. La seconda invece riguarda delle attività organizzate per le quali si viene a creare un

            vero e proprio  mercato, con una domanda  e una offerta, all’interno del quale l’impresa

            criminale è indirizzata  ad effettuare investimenti duraturi e ad adottare una organizzazione
            stabile.



            244   La dottrina inoltre distingue tra “collegamento oggettivo” (o connessione necessaria), che risulta dalla stessa
               natura dell’attività, in quanto indirizzato ad adempiere una funzione, e collegamento volontario, in cui le
               attività possono essere anche concettualmente indipendenti ma si trovano ad essere vincolate in vista della
               destinazione pratica a loro imposta dalle parti.

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