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all’istante, difetti la titolarità della concessione . La relativa pronuncia rileva non già il mero
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            difetto di legittimazione processuale, bensì l’assoluta carenza della legittimazione sostanziale ad
            attivare il procedimento finalizzato al rilascio del nullaosta ex art. 88 T.U.L.P.S. . Quindi, la
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            qualità di concessionario costituisce  presupposto imprescindibile per lo svolgimento

            dell’attività . Conseguentemente, non vi è alcun dubbio che i CTD non soddisfino tale
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            requisito, in ragione dello svolgimento di un’attività sussunta sotto la specie del contratto di
            mediazione, che  si caratterizza per autonomia ed estraneità rispetto all’organizzazione e alla

            gestione delle  scommesse . Nell’attuale  giurisprudenza amministrativa, altrettanto
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            incontrovertibile è anche la circostanza per cui il requisito della concessione non possa essere

            soddisfatto dalle società estere che, in possesso di una concessione rilasciata dallo Stato di
            stabilimento,  manchino però  di  ogni  concessione dello  Stato  italiano .  Qualora  lo  Stato
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            italiano ammettesse il meccanismo predisposto, il reale gestore del mercato potrebbe svolgere la

            propria attività all’estero senza sottoporsi a controlli e verifiche, agendo attraverso il mediatore;
            mentre nei consumatori s’ingenerebbero incertezze tali da configurare - secondo i giudici - un

            motivo di ordine pubblico valido e sufficiente per negare l’autorizzazione .
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                  Si evince chiaramente che la prevalente giurisprudenza amministrativa esclude in maniera

            granitica ogni possibilità di riconoscimento delle concessioni rilasciate da altri Stati membri.

            Tuttavia talvolta non mancano voci fuori dal coro con pronunce nelle quali i giudici tracciano
            margini per il riconoscimento delle concessioni estere, delineando così ancora una volta la

            perdurante difficoltà di pervenire ad un orientamento univoco in materia .
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            3.    La disciplina protettiva a tutela dei giocatori: novità e limiti all’esercizio

                  dell’impresa di gioco



                  Più recentemente a causa dell’espansione del pubblico di giocatori e scommettitori dovuta
            anche alla liberalizzazione dell’offerta di gioco con sempre nuove e stimolanti offerte di vincita,


            168   Cons. Stato, Sez. III, 27 novembre 2013, n. 5636, in IL FORO AMMINISTRATIVO C.D.S., 2013, n. 11, p. 2994,
               punto 6.4.
            169   Ibid., punto 7.1.
            170   Ibid., punti 7.3 e 8.
            171   Ibid., punto 6.3.
            172   Ibid., punto 7.3.
            173   Ibid., punti 6.4 e 8.
            174   T.A.R., Genova, Sez. II, 22 gennaio 2014, n. 123 dove si afferma che: «L’atto impugnato non mostra infatti di aver
               preso in esame la natura e l’efficacia del titolo in forza del quale la società mandante della ricorrente opera in Austria, e per
               conseguenza la correttezza per il diritto dell’Unione della disapplicazione dell’art. 88 del TULPS che ne discende».

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