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tuttavia debole sul piano fattuale e, sul piano giuridico, insufficiente a fondare un’applicazione

            diversificata del principio di proporzionalità in sede di revisione di misure nazionali restrittive
            della libertà di prestazione dei servizi .
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                  Per quel che concerne il principio di equivalenza e di mutuo riconoscimento, fondato sui

            doveri di solidarietà di cui all’ art. 3, 3°co. TUE, stretta collaborazione e lealtà di cui all’art. 4,

            3°co. TUE  tra  gli Stati membri, la Corte correttamente afferma l’inesistenza di un obbligo
            giuridico esplicito lasciando dunque agli Stati membri di scegliere il livello di protezione nonché

            gli strumenti più appropriati per conseguirlo,  come  si evince dalla completa negazione  nella

            sentenza Biasci .
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            2.4  Gli orientamenti della giustizia amministrativa

                  Visti i tratti salienti delle problematiche di  natura  penale concernenti il sistema  delle

            concessioni,  è  necessario  ora  analizzare  gli  aspetti  riguardanti  le  autorizzazioni  di  pubblica
            sicurezza cui pure è sottoposto l’esercizio di attività inerenti la prestazione di servizi di gioco e

            scommesse. In particolare nella fase di rilascio dell’autorizzazione amministrativa vengono in

            rilievo i motivi di ordine pubblico di natura prettamente nazionale cui si ricollega lo scopo di

            prevenire la possibile degenerazione criminale del mercato del gioco d’azzardo. Le pronunce dei

            giudici amministrativi in particolare si  sono indirizzate sulla applicazione dello  strumento  di
            controllo giuridico di cui al già citato art. 88 T.U.L.P.S. , il quale subordina l’autorizzazione
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            del Questore al requisito della previa concessione ADM, in relazione ad un presunto dovere di

            riconoscimento di concessioni/autorizzazioni ottenute da allibratori esteri da parte delle
            amministrazione degli  Stati di appartenenza.  Si trattava di capire in sintesi se il Questore

            dovesse riconoscere come valida la concessione ottenuta in uno Stato estero da un operatore

            economico straniero ai fini del rilascio della licenza per l’esercizio della attività economica in

            oggetto . Fin da subito si  sono riscontrati  orientamenti contrastanti in particolare tra le
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            giurisdizioni inferiori, i tribunali amministrativi regionali, più orientati a  recepire i dettami

            160   T. M. MOSCHETTA, La rilevanza del canale d’offerta nella recente giurisprudenza della corte di giustizia in materia di
               scommesse e giochi d’azzardo, in RIV. DIR. DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE, 2012, p. 708.
            161   Sentenza Biasci, cit., punto 38.
            162   Art. 88 T.U.L.P.S. - R.D. n. 773/1931 «La licenza per l’esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a
               soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e
               gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa
               concessione o autorizzazione».
            163   Ad esempio la Cass. Pen., Sez. Un. , 26 aprile 2004, n. 23271, Corsi, così riferisce: «l’autorizzazione di polizia
               ottenuta dall’allibratore britannico nel suo Stato di appartenenza ha […] una connotazione per così dire territoriale, nel senso
               che tende a garantire un controllo di ordine pubblico sui soggetti e sui luoghi dell’ambito nazionale di stabilimento, sicché non
               esclude, ma anzi comporta, l’esigenza di rinnovare il controllo nel caso in cui la gestione delle scommesse si espanda nell’ambito
               territoriale di un altro Stato membro».

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