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3.3 La rete di gioco
Un altro tema particolarmente acceso e caratterizzato ancora oggi da forte attualità è
quello della riallocazione dei punti di rete di gioco. In relazione infatti alla tutela delle fasce
maggiormente esposte ai rischi ludopatici, il decreto Balduzzi aveva previsto una progressiva
ricollocazione delle sale con gli apparecchi da gioco «che risultano territorialmente prossimi a istituti
scolastici primari e secondari, strutture sanitarie ed ospedaliere, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi»
(art. 7, comma 9) mediante la predisposizione di un decreto attuativo dell’Agenzia delle dogane
sui luoghi sensibili. Nelle more della attuazione, diverse regioni hanno provveduto a
regolamentare la materia prevedendo l’obbligo di rispettare determinate distanze, calcolate
diversamente a seconda del numero degli abitanti. Inoltre molti comuni si sono avvalsi della
facoltà di individuare nuovi luoghi sensibili cui applicare le suddette distanze minime. È
necessario rilevare inoltre come tale disposizione sia resa meno efficace dal fatto che tali limiti
non possono comunque essere applicati ai concessionari che hanno ottenuto il titolo
precedentemente rispetto all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Balduzzi.
Sempre in merito alla rete di gioco presente sul territorio viene inoltre ribadito il divieto di
ingresso ai minori di anni diciotto, già presente nella l. 111/2011, nelle aree destinate al gioco
con vincite in denaro interne alle sale Bingo, ovvero nelle sale in cui sono installati apparecchi
VLT e nei punti vendita in cui si esercita quale attività principale quella della raccolta delle
scommesse. È dato potere in tal senso al titolare dell’esercizio di identificare i minori mediante
richiesta di esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età sia
manifesta (art. 7 comma 8). Infine è prevista l’intensificazione dei controlli sul rispetto della
normativa (art. 7, comma 9) ad opera di tutte le forze di polizia.
3.4 Il recupero del giocatore patologico
Il gioco d’azzardo patologico o gambling disorder, definito spesso impropriamente ludopatia,
era inizialmente ricompreso nel precedente DSM IV-TR 2000 all’interno della categoria
diagnostica del controllo degli impulsi. Oggi, con la pubblicazione del DSM V 184 la ricerca
scientifica lo ha invece inserito più propriamente all’interno del capitolo delle dipendenze
(Substance-Related and Addictive Disorders) rilevando come le analogie tra GAP e dipendenze di
natura chimica non si limitino alla sola fenomenologia comportamentale. Prendendo atto
184 DSM sta per Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, ovvero Manuale Diagnostico e Statistico dei
Disturbi Mentali. Il DSM, redatto dall’American Psychiatric Association, è uno dei sistemi nosografici per i
disturbi mentali più utilizzato da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo, sia nella clinica che nella
ricerca.
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