Page 63 - Quaderno 2017-9
P. 63
tuttavia della impossibilità di generalizzazione e del fatto che il tema rimane ancora
particolarmente controverso anche a livello clinico, possiamo comunque classificare i diversi
tipi di giocatori come giocatori sociali (senza tracce di patologia), giocatori problematici (in cui
la patologia è in sviluppo) e giocatori patologici . La dimensione del fenomeno in Italia è
185
difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente
rappresentativi del fenomeno. Tuttavia sulla base dei dati forniti dal Dipartimento delle
politiche antidroga (da ora DAP) nel 2013, tenendo conto che la popolazione italiana era allora
stimata in circa sessanta milioni di persone, è risultato che circa il 54 per cento del totale è un
giocatore d’azzardo . I giocatori problematici si stimano dall’1,3 al 3,8 per cento della
186
popolazione, mentre quelli patologici si attestano dallo 0,5 al 2,2 per cento. Altri numeri poco
rassicuranti riguardano la diffusione del gioco tra i minori e gli adolescenti. Sempre nell’anno
2013 si stima che circa 1.250.000 studenti abbiano partecipato ad almeno un gioco d’azzardo.
Un quadro così delineato certamente impone una riflessione sugli strumenti indicati nei
paragrafi precedenti in termini di efficacia ed efficienza nel contrasto e nella prevenzione di
situazioni di pericolo o addirittura già degenerate. Se un grande passo avanti si è fatto con
l’approvazione del decreto Balduzzi certamente rimangono margini di miglioramento della
tutela dei consumatori, ad esempio uno dei metodi auspicabili sarebbe quello della limitazione
dell’accesso agli apparecchi da intrattenimento mediante l’utilizzo di una smart card rilasciata dal
titolare dopo la verifica della identità. Ciò da un lato consentirebbe un ulteriore meccanismo di
prevenzione nei confronti dei minori, dall’altro lato permetterebbe di controllare maggiormente
il settore e creare una sorta di barriera all’ingresso di questo mercato. Anche le campagne di
informazione dovrebbero essere maggiormente incrementate soprattutto all’interno delle
scuole, avendo cura di spiegare e proporre una quantificazione materiale delle probabilità di
vincita, che spesso sono dalla gran parte dei giocatori completamente sconosciute o fraintese.
Infine per quel che concerne il recupero dei giocatori patologici sarebbe necessario integrare il
fondamentale apporto - e spesso unico in assenza di un mirato intervento statale - delle
associazioni di settore con le Aziende Sanitarie Locali (ASL). Infatti vista l’assenza di riferimenti
normativi generali, le prestazioni di assistenza e i trattamenti differiscono da servizio a servizio.
185 Questi ultimi possono essere identificati, seppur non univocamente, sulla base di determinati sintomi indicati
dalla medicina cui si informerà il comportamento del soggetto quali:
- il gioco è tutto ciò a cui riesce a pensare: pianifica le giocate future e rievoca quelle passate;
- per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato deve rischiare ogni volta di più;
- rincorre le proprie perdite al gioco giocando ancora;
- mente per nascondere agli altri la propria dipendenza;
- si affida agli altri per sistemare la sua situazione finanziaria destabilizzata dal gioco ecc.
186 Ovvero ha confermato di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi dodici mesi.
- 61 -

