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auspicando che il legislatore si decida finalmente a porre mano alla materia e rimediare a una
disciplina ormai «superata, non più giustificabile e sotto diversi profili incoerente rispetto all’attuale quadro
istituzionale» .
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1.5 Le peculiarità del mercato e la disciplina antitrust
Il mercato dei giochi e delle scommesse, così come regolato dalle normative sopra
illustrate, assume delle connotazioni peculiari e complesse, sia giuridiche che economiche, che
ne determinano l’impossibilità di inquadrarlo all’interno di una categoria tipizzata. Occorre
sottolineare innanzi tutto come alla nozione di mercato non si debba attribuire necessariamente
uno dei significati tradizionali, ad esempio quello di luogo ove si svolgono le transazioni, ma
oggi è necessario identificarlo soprattutto come una costruzione giuridica ove le leve
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economiche subiscono in gran parte l’influenza dell’intervento statale in termini di regolazione
ma anche di tutela della concorrenza intesa come migliore allocazione delle risorse . Il diritto
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infatti concorre all’autoregolazione del mercato che ha già luogo a livello economico. È questo
ciò che avviene nel mercato dei giochi, il cui assetto di regole ne condiziona fortemente la
configurazione economica. Sotto l’ottica statale possiamo definirlo infatti quale monopolio
legale o di diritto , il cui scopo, preponderante ma non unico, sarebbe principalmente
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l’acquisizione di risorse finanziarie per lo Stato e per questo potrebbe definirsi quale monopolio
fiscale . Tuttavia se si ha riguardo invece ai soggetti e dunque alle imprese concessionarie,
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nonché al tipo di offerta settoriale dei vari giochi (per cui sarebbe opportuno parlare di mercati
al plurale), questo si configura come un oligopolio più o meno esteso che presenta solo alcune
aperture nei confronti della concorrenza. Una ulteriore caratteristica è quella inerente al fatto
che le prestazioni di gioco di configurano quali servizi di ordine immateriale a carattere
ricreativo forniti a privati . La struttura del mercato dal punto di vista dei soggetti è
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94 Così testualmente la Corte Cost. 25 luglio 2001, n. 291.
95 Sul tema si veda R. FRANCESCHELLI, Il mercato in senso giuridico, in GIUR. COMM., 1979, I.
96 È necessario infatti distinguere nettamente i due aspetti in quanto mentre la disciplina antitrust presuppone
l’esistenza di un mercato, di cui correggere le eventuali imperfezioni, la regolazione interviene in situazioni di
fallimento di mercato, ove sia necessario la sottrazione totale o parziale della scelta economica all’autonomia
decisionale del privato per il raggiungimento di determinati obiettivi.
97 In quanto la situazione di monopolio è artificialmente creato dallo Stato per il tramite di una riserva di attività,
a differenza invece del cosiddetto monopolio delle risorse o del monopolio naturale.
98 Sulla applicazione dell’art. 43 Cost. ai monopoli fiscali sussistono parecchie difficoltà, ma la dottrina
prevalente ritiene che nei fatti l’origine della privativa non rientra esclusivamente su ragioni finanziarie,
dunque è possibile farli rientrare nell’elenco tassativo dell’art. 43 Cost.
99 Cfr. G. SANTINI, Commercio e servizi, due saggi di economia del diritto, Il mulino, Bologna, 1988, pagg. 423 e ss.
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