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secondaria (tabaccherie, pubblici esercizi, ecc.). Il bacino occupazionale direttamente collegato
al sistema del gioco è di circa 20mila unità, mentre si stima che indirettamente il comparto
occupi circa 200mila lavoratori . Il reparto di concessione si caratterizza invece per la presenza
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di dieci aziende che si dividono metà del fatturato del sistema. A questi dieci elementi leader
fanno seguito circa 1.500 società che si dividono la restante metà dei ricavi. Con una raccolta
complessiva che si è attestata intorno ai 96 miliardi di euro nel 2016 (+8 per cento circa
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rispetto al 2015, quando fu superiore agli 88 miliardi) e una spesa per giocatore di 17.102 nel
2015 , il sistema del gioco pubblico italiano si presenta come il più ampio mercato europeo di
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gioco e scommesse e uno tra i più grandi del mondo , con chiare ripercussioni positive sulle
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entrate statali. Risulta necessario tuttavia far chiarezza sui dati esposti in particolar e sui termini
sopra utilizzati, anche in considerazione del fatto che le entrate statali non crescono di pari
passo con il volume di gioco. La spesa dei giocatori (definita anche come Gross Gaming Revenues
- GGR) è la differenza tra quanto viene giocato (cosiddetta raccolta) e le somme restituite in
vincite (cosiddette payout). Questo punto è indispensabile nell’esaminare i dati forniti da AAMS,
ora ADM (Agenzia delle dogane e dei monopoli). Sebbene possa sembrare controintuitivo il
fatto che la raccolta aumenti e il gettito erariale (oppure la spesa del giocatore) diminuisca,
bisogna evidenziare come questi fattori non sono necessariamente proporzionalmente legati. La
trasmigrazione dell’interesse dei giocatori verso altri giochi con tassazione inferiore ed a più alto
payout infatti comporta una diminuzione del gettito erariale e un aumento della raccolta. I dati
indicano che il mercato si sta spostando verso giochi più rapidi, con vincite immediate e più
frequenti anche grazie al sempre più diffuso gaming online. Si tratta dunque di un mercato in
continua e rapida evoluzione grazie anche a una sempre più ricercata competitività delle
imprese a livello europeo e internazionale.
1.2 Le ragioni dell’intervento statale
È ora opportuno soffermarsi su alcune delle ragioni che hanno portato e portano oggi lo
Stato ad intervenire sempre di più in materia di giochi e con una mole enorme di provvedimenti
sia legislativi che regolamentari.
65 Dati riportati dal Documento Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presentato in VI Commissione il 6
giugno 2013.
66 La raccolta complessiva ricomprende l’insieme delle puntate effettuate dai giocatori in un anno.
67 Dati forniti da ADM in ORGANIZZAZIONE, ATTIVITÀ E STATISTICA, anno 2015.
68 Reuters, Steve Scherer, Insight: Italian gaming liberalization: a bet that did not pay off, 2012.
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