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prevedano ad esempio  l’inclusione degli prestatori di cui sopra tra le categorie del decreto

            231/2007. D’altro canto sarà necessario valutare, al fine di contenere i fenomeni di illegalità
            connessi  con il riciclaggio, l’opportunità  o di individuare nell’utilizzo delle criptovalute una

            aggravante all’illecito da gioco non autorizzato o competere sul mercato offrendo la possibilità

            per gli operatori di gioco titolari di una concessione online di avvalersi di un bitcoin dedicato,

            magari accentrando l’attività di gestione relativa al sistema blockchain su pochi enti in grado di
            disporre delle risorse  ICT   indispensabili a  gestire i carichi computazionali e  gestionali del
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            sistema crittografico, senza comunque intaccare l’imparzialità dei nodi, principio fondante del

            sistema.


            5.5  Attuazione della quarta direttiva antiriclaggio. La vigilanza rafforzata dei settori a maggior rischio

                  La direttiva UE 2015/849 del Parlamento e del Consiglio europeo del 20 maggio 2015 ha

            definito le nuove regole sul tema cui devono attenersi gli Stati membri entro il 26 giugno 2017,
            le quali hanno finalmente recepito le raccomandazioni effettuate  dal gruppo di Azione

            Finanziaria Internazionale (GAFI) nel febbraio 2012. In sostanza la direttiva introduce un

            approccio basato sul rischio, anticipando così la soglia di contrasto  già alla prevenzione. In

            particolare alla Commissione europea  è affidato il  compito di elaborare una valutazione

            sovranazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo presenti nel mercato
            interno, mentre agli Stati membri è affidata la valutazione dei rischi a livello nazionale e la

            definizione di adeguate politiche di  mitigazione. A loro volta i destinatari degli obblighi

            antiriciclaggio sono chiamati a valutare i rischi cui sono esposti  e a dotarsi di presidi
            commisurati alle proprie caratteristiche. È questo un importante intervento delle istituzioni

            europee che volge in  direzione di una presa di consapevolezza della necessità di interventi

            sistematici  e  coordinati  a  livello  sovranazionale e  di una  sempre  maggiore  collaborazione

            interstatale  in tal senso . Per quel che concerne le misure che devono essere  adottate dai
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            singoli Stati, con riferimento al ricorso al gioco d’azzardo per la ripulitura dei proventi illeciti, la
            direttiva riprende in gran parte la disciplina già introdotta in Italia nel 2007   in tema  di
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            obblighi di verifica della clientela e di registrazione delle operazioni d’importo pari o superiore a

            duemila euro.




            315   Acronimo inglese indicante la Information and Communications Technology, ovvero l’insieme dei metodi e delle
               tecnologie che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni.
            316   La direttiva ad esempio introduce l’ampliamento e il rafforzamento della cooperazione tra le varie UIF degli
               Stati membri.
            317   La disciplina italiana risulta essere più robusta ed efficace sotto molti profili.

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