Page 112 - Quaderno 2017-9
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Al contempo risulta necessario analizzare e rivedere anche la governance della vigilanza del

            settore, per colmare in positivo quel trade-off intercorrente tra dimensione evolutiva del mercato
            dei giochi e i livelli ottimali di controllo della legalità. È infatti necessario agire su due fronti: il

            primo è quello del ridimensionamento e della razionalizzazione territoriale dell’offerta, in

            quanto appare evidente che l’attuale dimensione e frazionamento del mercato dei giochi ecceda

            la portata della vigilanza e del controllo che può essere assicurato dalle risorse statali. Il secondo
            fronte riguarda invece  i controlli, i quali dovranno avere come protagonista il rispetto della

            normativa antimafia e antiriciclaggio, da attuare mediante ispezioni amministrative e verifiche

            tributarie  capillari,  e  il  monitoraggio  continuo  della  rete  elettronica  e  informatica.  Tuttavia

            occorre  riflettere  sul fatto che  non  sono più  sufficienti controlli informativi di tipo formale
            finalizzati al semplice rilascio o meno della concessione, ma la realtà criminale impone delle

            attività di verifica di tipo sostanziale da eseguire materialmente presso gli esercizi pubblici da

            parte  degli  operatori  di  polizia.  Le  operazioni  compiute  fisicamente  sul  territorio  sono  da
            considerare il vero fulcro dell’attività di contrasto e in questo senso dovrà orientarsi anche la

            formazione di personale con competenze specifiche, visto il grado di evoluzione tecnologica del

            settore. È evidente poi la necessità di una strategia coordinata, a livello centrale, di prevenzione

            e di contrasto, che valorizzi e potenzi negli organici e nei mezzi da un lato le competenze

            maturate dai reparti specializzati delle  singole forze di polizia e  dall’altro lato che  consenta
            comunque una continuità e armonizzazione del processo di vigilanza e controllo del comparto.

            Allo stesso tempo occorre riflettere sull’opportunità di affidare quanto meno il coordinamento

            delle attività di vigilanza ad uno  specifico organismo,  su  modello  ad esempio del  settore
            bancario e finanziario ,  al fine di razionalizzare le funzioni sovrapposte e ripartite  tra più
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            uffici, magari tenendo conto anche delle potenzialità tecniche e regolamentari manifestate da

            ADM. I tempi sono  maturi dunque per mettere a sistema tutte le risorse e i potenziali

            disponibili per rendere il meccanismo di vigilanza, regolamentazione e controllo un circuito

            virtuoso funzionale all’obiettivo di garantire la legalità della filiera di gioco, anche sotto il piano
            fiscale, e la tutela giuridica, economica e medica dei giocatori.















            325   Si pensi in tal senso alla Banca d’Italia, CONSOB, IVASS per i settori di rispettiva competenza.

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