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Al contempo risulta necessario analizzare e rivedere anche la governance della vigilanza del
settore, per colmare in positivo quel trade-off intercorrente tra dimensione evolutiva del mercato
dei giochi e i livelli ottimali di controllo della legalità. È infatti necessario agire su due fronti: il
primo è quello del ridimensionamento e della razionalizzazione territoriale dell’offerta, in
quanto appare evidente che l’attuale dimensione e frazionamento del mercato dei giochi ecceda
la portata della vigilanza e del controllo che può essere assicurato dalle risorse statali. Il secondo
fronte riguarda invece i controlli, i quali dovranno avere come protagonista il rispetto della
normativa antimafia e antiriciclaggio, da attuare mediante ispezioni amministrative e verifiche
tributarie capillari, e il monitoraggio continuo della rete elettronica e informatica. Tuttavia
occorre riflettere sul fatto che non sono più sufficienti controlli informativi di tipo formale
finalizzati al semplice rilascio o meno della concessione, ma la realtà criminale impone delle
attività di verifica di tipo sostanziale da eseguire materialmente presso gli esercizi pubblici da
parte degli operatori di polizia. Le operazioni compiute fisicamente sul territorio sono da
considerare il vero fulcro dell’attività di contrasto e in questo senso dovrà orientarsi anche la
formazione di personale con competenze specifiche, visto il grado di evoluzione tecnologica del
settore. È evidente poi la necessità di una strategia coordinata, a livello centrale, di prevenzione
e di contrasto, che valorizzi e potenzi negli organici e nei mezzi da un lato le competenze
maturate dai reparti specializzati delle singole forze di polizia e dall’altro lato che consenta
comunque una continuità e armonizzazione del processo di vigilanza e controllo del comparto.
Allo stesso tempo occorre riflettere sull’opportunità di affidare quanto meno il coordinamento
delle attività di vigilanza ad uno specifico organismo, su modello ad esempio del settore
bancario e finanziario , al fine di razionalizzare le funzioni sovrapposte e ripartite tra più
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uffici, magari tenendo conto anche delle potenzialità tecniche e regolamentari manifestate da
ADM. I tempi sono maturi dunque per mettere a sistema tutte le risorse e i potenziali
disponibili per rendere il meccanismo di vigilanza, regolamentazione e controllo un circuito
virtuoso funzionale all’obiettivo di garantire la legalità della filiera di gioco, anche sotto il piano
fiscale, e la tutela giuridica, economica e medica dei giocatori.
325 Si pensi in tal senso alla Banca d’Italia, CONSOB, IVASS per i settori di rispettiva competenza.
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