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dei punti di gioco. In questo modo accanto alle sanzioni pecuniarie nei confronti del gestore si
conseguirebbe una presunzione di corresponsabilità del concessionario, salvo che questo non
dimostri di essersi dotato di una organizzazione tale per cui abbia fatto tutto il possibile per
impedire, controllare e vigilare sulla condotta del dipendente punti di gioco.
7. Una nuova governance del settore
Il presente capitolo ha messo in evidenza l’espansione del settore dei giochi sia sotto il
profilo legale sia sotto quello paralegale e illegale e in particolar modo ha sottolineato il
rinnovato interesse e la poliedricità delle attività della criminalità organizzata, per cui sono state
riscontrate non poche difficoltà nell’attività di contrasto da parte degli organismi preposti ai
controlli e alle segnalazioni. Risulta quindi necessaria, oggi più che mai, l’attuazione di una
nuova governance del settore, che parta dal dato normativo. In particolare è sempre più forte
l’esigenza di certezza e di regole chiare sotto questo profilo, sia da parte degli operatori
economici sia da parte dei controllori e degli stessi giocatori, che si trovano spesso ad operatore
con discipline frammentarie caratterizzate da una stratificazione normativa risalente a diverse
epoche e caratterizzata da diversi scopi e policies. È infatti di queste aree grigie, di incertezza
regolamentare e interpretativa, che si avvale il crimine organizzato per introdursi nel settore e
condizionarne così la genuinità economica. Per questi motivi si ritiene che una prima tecnica di
reazione non possa non consistere che in una revisione di sistema della disciplina, con
l’adozione di un agevole e coerente testo unico dei giochi e delle scommesse, esperienza tra
l’altro già attuata in altri paesi quali il Regno Unito, che riproduca le norme sparse tra i commi e
gli articoli delle leggi finanziarie in maniera coerente e sistemica, abrogando le disposizioni
precedenti. Un testo unico che persegua in maniera efficace l’armonizzazione della disciplina
con i principi liberali dei Trattati dell’Unione, ma che tenga conto anche delle competenze degli
enti locali garantite dalla Costituzione. In questo senso sarebbe opportuno optare per un
quadro normativo nazionale che, in tema di tutela dei giocatori, garantisca una soglia minima di
garanzie, le quali potranno essere sviluppate in maniera più restrittiva e coordinata coi principi
del testo unico dagli enti locali. Solo in questo modo infatti sarà possibile godere di uno
strumento chiaro, semplice ed efficace, sul quale apportare poi piccole modifiche che si
riterranno opportune sulla base dei fenomeni emergenti che si presenteranno negli anni.
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