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Infine particolare attenzione bisogna prestare ai conti di gioco online, ovvero dei portafogli

            elettronici utilizzati per il pagamento delle giocate. Nonostante le verifiche previste dalla
            normativa antiriciclaggio di cui si è parlato, in realtà accade che tali conti vengano utilizzati alla

            stregua di conti correnti bancari per finalità diverse dal gioco in rete. In questo senso manca ai

            soggetti devoluti al controllo una visione  d’insieme, in quanto gli  operatori di gioco non

            conoscono nulla sul profilo finanziario del giocatore ai fini delle SOS, sui suoi rapporti di conto
            corrente e sulle movimentazioni tra questi ultimi e conto di gioco. Allo stesso modo l’UIF e gli

            organismi investigativi hanno conoscenza dei soli rapporti di conto e di deposito accesi presso

            banche e intermediari finanziari , ma non anche degli eventuali conti di gioco accesi online.
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            Una possibile soluzione in tal senso potrebbe essere quella di prevedere a titolo di legge che
            siano ricompresi all’interno dell’anagrafe di cui all’art. 20, comma 4, della legge 30 dicembre

            1991, n. 413 anche i conti di gioco, al fine di garantire una informazione completa ed esaustiva

            della situazione del giocatore agli organismi di controllo .
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            5.4  Le valute virtuali

                  I rischi di riciclaggio online sono esponenzialmente aumentati anche a causa dell’utilizzo da

            parte di operatori irregolari di gioco in internet di mezzi di pagamento particolari quali le valute

            virtuali. Queste ultime possono essere definite come rappresentazioni digitali di valore utilizzate
            su base volontaria come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi in rete, non emesse

            da banche centrali o da autorità pubbliche e non costituenti moneta legale né assimilabili alla

            moneta elettronica. Esse sono anche definite criptovalute in quanto si fondano sulla crittografia
            per salvaguardarle dalla contraffazione e si basano su una struttura decentralizzata tipica delle

            reti Peer-2-Peer , che impedisce un controllo centrale sul sistema stesso. Collegandosi alla rete
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            di pagamento, l’utente scarica la blockchain , un registro pubblico di tutte le transazioni fatte
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            fino a quel momento che consente di stabilire quale indirizzo abbia disponibilità nel proprio

            wallet e quindi possa spendere o meno.





            308   Essi infatti hanno accesso all’anagrafe di cui all’art. 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413.
            309   “Relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito” della Commissione antimafia, 2016, pag. 50 e
               ss.
            310   Per rete Peer-to-peer si intende in informatica una rete di tipo paritario, la cui architettura logica è basata su nodi
               paritetici (ad esempio computer) che non sono gerarchizzati fra loro. Infatti ogni nodo può fungere sia da
               client che da server verso gli altri nodi terminali (host) della rete.
            311   Quando un utente crea una transazione, questa viene trasmessa a tutti gli altri nodi della rete. Non molto
               dopo che la transazione sia stata trasmessa, l’intera rete è in grado di disporre delle informazioni relative alla
               transazione eseguita.

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