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per le carceri, denominato “Piano carceri”  109 . Tale piano prevedeva la costruzione di 11 nuovi

            istituti penitenziari e  venti  padiglioni all’interno di strutture  già esistenti: ciò avrebbe
            comportato la creazione di 9.150 posti in più e l’assunzione di duemila nuovi agenti di polizia

            penitenziaria. Lo  stato di emergenza nazionale fu prorogato due volte e al 13 aprile 2012 le

            carceri accoglievano 66.585 detenuti, con un tasso di sovraffollamento del 148%, determinando

            quindi una lieve flessione.
                  Successivamente i giudici hanno preso in considerazione i testi internazionali pertinenti,

            con riferimento ai rapporti generali del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei

            trattamenti inumani e degradanti (CTP) . Il CTP è spesso giunto a considerare il
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            sovraffollamento come un “trattamento inumano o degradante” in sé. Un tale orientamento è
            stato confermato  anche dalla Corte Edu nella sentenza Kalachnikov c. Russia del 15 luglio

            2002 , nella quale è  stato  stabilito che  “benché  non  vi fosse indizio della presenza di  una precisa
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            intenzione di umiliare o di degradare il ricorrente, le  sue condizioni di detenzione, in particolare l’ambiente
            sovraffollato  e  insano  e  gli  effetti  nocivi  di  questo  sulla  sua  salute  e  sul suo  benessere, combinati con la

            lunghezza  del  periodo  durante  il  quale  egli  è  stato  detenuto  in  tali  condizioni,  equivaleva  a  trattamento

            degradante”.

                  In aggiunta al lavoro  del CTP e alle indicazioni da esso fornite, anche il Comitato del

            Consiglio d’Europa ha adottato la Raccomandazione Rec(99)22 il 30 settembre 1999 sul tema
            del sovraffollamento carcerario e dell’inflazione carceraria, raccomandando agli Stati membri di

            “prendere tutte le misure appropriate in sede di revisione della loro legislazione e della loro prassi relative al

            sovraffollamento delle carceri e all’inflazione carceraria al fine di applicare i principi enunciati nell’Allegato alla
            presente Raccomandazione”. In tale Allegato sono stati elencati alcuni principi di base da seguire:

            considerare la privazione della libertà come una sanzione di ultima istanza, adottare misure di

            ampliamento degli istituti detentivi soltanto come misura eccezionale, prevedere un appropriato

            insieme di sanzioni e misure da applicare nella comunità, depenalizzare o riqualificare alcuni
            delitti.

                  Il 5 giugno 2012 la Camera ha comunicato alle parti che riteneva opportuno applicare la

            procedura della “sentenza pilota” in virtù dell’art. 46 della Convenzione.

                  La Corte  riafferma la  propria costante giurisprudenza secondo cui  dall’art. 46 CEDU,

            109   Il Piano carceri prevede quattro tipi di intervento: la realizzazione di padiglioni detentivi in ampliamento delle
               strutture esistenti; la realizzazione di nuovi istituti penitenziari; il completamento di padiglioni già avviati dal
               DAP e la ristrutturazione di istituti esistenti; il completamento di nuovi istituti avviati dal Ministero delle
               Infrastrutture. www.pianocarceri.it
            110   Capitolo II, paragrafo 3.1.
            111   Corte Edu, 15 luglio 2002, Kalachnikov c. Russia, ric. n. 47095/99.

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