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meccanismi della revoca - le preclusioni soggettive collegate all’art. 4-bis dell’ordinamento
penitenziario.
3. Il caso Torreggiani e la Corte EDU
L’8 gennaio 2013 la seconda sezione della Corte Edu si è pronunciata sui ricorsi riuniti
presentati da sette persone che lamentavano le condizioni nelle quali erano state detenute
rispettivamente negli istituti penitenziari di Busto Arsizio e di Piacenza. Cinque ricorsi datavano
2009, gli altri due 2010. I ricorrenti denunciavano di aver occupato celle di nove metri quadrati
con altri due detenuti, disponendo quindi di uno spazio personale di tre metri quadrati, e di
altre limitazioni, quali l’accesso all’acqua calda o la mancanza di luce sufficiente a causa della
sbarre metalliche apposte alle finestre.
I giudici europei hanno preso in considerazione innanzitutto il diritto e la prassi interni.
L’art. 6 della legge n. 354 del 26 luglio 1975 (legge sull’ordinamento penitenziario)
descrive come debbano essere i locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati. In
particolare, devono essere di ampiezza sufficiente, illuminati con luce naturale e artificiale in
modo da permettere il lavoro e la lettura, areati, riscaldati e dotati di servizi igienici riservati e
decenti. Rilievo va dato al comma terzo, in cui si prescrive che agli imputati deve essere
garantito il pernottamento in camere ad un posto, a meno che la situazione particolare
dell’istituto non lo consenta. Pertanto la regola dovrebbe essere la cella singola, le camere a più
posti l’eccezione.
La Corte analizza le misure adottate dallo Stato italiano per rimediare al problema del
sovraffollamento nelle carceri, a seguito della prima condanna dalla stessa inflitta con la
sentenza Sulejmanovic .
108
Nel 2010 erano detenute 67.961 persone nelle 206 carceri italiane, per una capienza
massima prevista di 45mila persone, con un tasso di sovraffollamento del 151%. Il Presidente
del Consiglio dei Ministri dichiarò lo stato di emergenza nazionale per la durata di un anno con
decreto del 13 gennaio 2010 e con ordinanza n. 3861 del successivo 19 marzo, nominò un
Commissario delegato al Ministero della Giustizia incaricato di elaborare un piano d’intervento
108 Corte Edu, 16 luglio 2009, Sulejmanovic c. Italia, ric. n. 22635/03. Il ricorrente era stato detenuto nel 2003
presso la casa di reclusione di Rebibbia, a Roma, dividendo con altre cinque persone una cella di 16,20 metri
quadrati.
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