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Un binomio, quello che coniuga la  sicurezza  e la privacy, divenuto  ormai inscindibile.

            L’antitesi o  antinomia  è, quindi, fra sicurezza e libertà, ovvero fra  democrazia e  diritti, fra
            privacy  e  invadenza dello Stato.  Ogni decisione che direttamente o  indirettamente, limita la

            libertà e incide sulla privacy dei cittadini ha bisogno di essere meditata ab origine e costantemente

            verificata nel suo corso. Un dispositivo di sicurezza ottimale dovrebbe garantire armonia tra

            tutela sociale e libertà individuale e collettiva. La forza dello Stato di diritto non può essere che
            la libertà che dà energia al pluralismo delle sue componenti.

                  L’acceso dibattito sul rapporto sicurezza-libertà è  stato anche oggetto di un intervento

            dell’ex capo della Polizia , Antonio Manganelli,  dove egli parla della sempre  più evidente
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            necessità  di  creare una  sinergia  tra  le  “forze  sane  del  Paese”  per  riuscire  a  “migliorare  le
            condizioni di sicurezza”. Una sicurezza partecipata dunque che  possa in qualche modo

            diminuire quel “senso di insicurezza che è andato crescendo nei cittadini ma che, in molti casi,

            non corrisponde all’andamento della delittuosità”. Per rassicurare i cittadini non bastano i dati,
            bisogna  potenziare  le  condizioni  reali di sicurezza e qui  rientrano,  spiega Manganelli,  le

            iniziative di quella  “che noi chiamiamo polizia di prossimità”. Iniziative portate avanti dal

            Dipartimento della pubblica sicurezza per fare in modo che la Polizia sia sempre più vicina alla

            gente e alle sue esigenze. Sul “problema attuale e molto antico”, come lo definisce il capo della

            Polizia, dell’equilibrio tra libertà personale e sicurezza Manganelli dice:  “Siamo tenuti  a
            realizzare misure di sicurezza che comprimono un po’ le nostre piccole libertà quotidiane in

            nome di una libertà più grande e importante”. Piccoli e inevitabili sacrifici quotidiani, dunque,

            in nome della libertà delle persone che sentendosi più sicure migliorano anche le condizioni di
            vita.

                  Bilanciare le esigenze del diritto alla sicurezza con il rispetto dei nostri diritti fondamentali,

            le nostre libertà, il nostro mondo privato non può prescindere, infine, da una grande e forte

            alleanza a livello europeo. L’Europa è, dunque, la protagonista in questa  sfida per un Paese

            libero, sicuro e solidale.


            3.1.   La lotta al terrorismo: quale bilanciamento?

                  L’attentato terroristico alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, avvenuto nel
            cuore  dell’Europa e  della  civiltà occidentale,  ha causato  un  acuirsi dell’emergenza  sicurezza

            iniziata all’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001. A partire da questa data, infatti, il

            terrorismo internazionale è diventato uno dei terreni di sperimentazione e di prova più rilevanti

            81   Intervista videopubblicata sul sito www.ildirittoamministrativo.it

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