Page 216 - Quaderno 2017-8
P. 216

all’accusa, ma possiede un suo particolare  connotato  “dinamico”. In definitiva, mentre dalla

            presunzione costituzionale si ricava il diritto dell’imputato a non doversi discolpare, dal diritto
            al silenzio discende la facoltà  dell’imputato di difendersi tacendo,  senza che da quest’ultima

            scelta possano derivare a suo carico conseguenze pregiudizievoli.




            3.    Sicurezza e libertà: un dibattito aperto



                  La società odierna si trova di fronte al compito di integrare popolazioni, culture, etnie

            diverse; il multiculturalismo è un’opportunità  di sviluppo che pone  nuove sfide al  modo di
            essere del nostro vivere civile, alla convivenza tra gli esseri umani di portata globale. Coevo al

            multiculturalismo è l’affermarsi del senso di insicurezza degli individui e delle comunità a fronte

            di nuovi rischi e pericoli. L’aumento della popolazione, i flussi migratori dei Paesi poveri verso i
            Paesi più ricchi,  il terrorismo internazionale rendono più  difficile  realizzare standard di

            sicurezza soddisfacenti. Il  problema  maggiore alla luce del multiculturalismo, posto dalla

            presenza di gruppi sociali di culture diverse è fin dove il legislatore può spingersi a imporre

            regole uniformi  che  mortificano le diversità  e  a partire da  dove, invece, le diversità devono

            essere rispettate, contribuendo a fare evolvere la società in un’ottica di integrazione. L’ordine e
            la sicurezza pubblica sono beni che ogni società dovrebbe garantire ai propri componenti. Essi

            costituiscono lo stesso presupposto del contratto  sociale. Hobbes, Locke, Rousseau,

            teorizzavano, infatti, che le società primitive, assolutamente libere, rinunciarono ad una parte
            della propria libertà e stipularono con lo Stato un “contratto sociale” con il quale, in cambio

            della cessione di una “quota” di libertà, venivano garantite sicurezza interna e difesa esterna. La

            sicurezza, quindi, costituisce il valore essenziale per l’esistenza di una società, rappresentandone,

            in qualche modo il presupposto (ubi societas ibi ius). La sicurezza ha progressivamente assunto

            una posizione centrale nel quadro dei valori di riferimento sia a livello interstatale che interno,
            dove si è venuto riscoprendo il bisogno di sicurezza, da soddisfarsi come diritto, a cui presidio

            si erano a suo tempo impegnate le carte costituzionali settecentesche: la Dichiarazione dei diritti

            dell’uomo e del cittadino del 1789 la faceva  rientrare fra i diritti naturali  e  inalienabili. La
            sicurezza dei cittadini è una preoccupazione che accomuna tutti e in una fase della nostra storia,

            come quella che stiamo vivendo, una delle sfide più difficili e complesse che le moderne società

            democratiche sono chiamate ad affrontare e risolvere, è quella di trovare il punto di equilibrio

            tra bisogno di sicurezza e tutela della libertà.

                                                          - 214 -
   211   212   213   214   215   216   217   218   219   220   221