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all’accusa, ma possiede un suo particolare connotato “dinamico”. In definitiva, mentre dalla
presunzione costituzionale si ricava il diritto dell’imputato a non doversi discolpare, dal diritto
al silenzio discende la facoltà dell’imputato di difendersi tacendo, senza che da quest’ultima
scelta possano derivare a suo carico conseguenze pregiudizievoli.
3. Sicurezza e libertà: un dibattito aperto
La società odierna si trova di fronte al compito di integrare popolazioni, culture, etnie
diverse; il multiculturalismo è un’opportunità di sviluppo che pone nuove sfide al modo di
essere del nostro vivere civile, alla convivenza tra gli esseri umani di portata globale. Coevo al
multiculturalismo è l’affermarsi del senso di insicurezza degli individui e delle comunità a fronte
di nuovi rischi e pericoli. L’aumento della popolazione, i flussi migratori dei Paesi poveri verso i
Paesi più ricchi, il terrorismo internazionale rendono più difficile realizzare standard di
sicurezza soddisfacenti. Il problema maggiore alla luce del multiculturalismo, posto dalla
presenza di gruppi sociali di culture diverse è fin dove il legislatore può spingersi a imporre
regole uniformi che mortificano le diversità e a partire da dove, invece, le diversità devono
essere rispettate, contribuendo a fare evolvere la società in un’ottica di integrazione. L’ordine e
la sicurezza pubblica sono beni che ogni società dovrebbe garantire ai propri componenti. Essi
costituiscono lo stesso presupposto del contratto sociale. Hobbes, Locke, Rousseau,
teorizzavano, infatti, che le società primitive, assolutamente libere, rinunciarono ad una parte
della propria libertà e stipularono con lo Stato un “contratto sociale” con il quale, in cambio
della cessione di una “quota” di libertà, venivano garantite sicurezza interna e difesa esterna. La
sicurezza, quindi, costituisce il valore essenziale per l’esistenza di una società, rappresentandone,
in qualche modo il presupposto (ubi societas ibi ius). La sicurezza ha progressivamente assunto
una posizione centrale nel quadro dei valori di riferimento sia a livello interstatale che interno,
dove si è venuto riscoprendo il bisogno di sicurezza, da soddisfarsi come diritto, a cui presidio
si erano a suo tempo impegnate le carte costituzionali settecentesche: la Dichiarazione dei diritti
dell’uomo e del cittadino del 1789 la faceva rientrare fra i diritti naturali e inalienabili. La
sicurezza dei cittadini è una preoccupazione che accomuna tutti e in una fase della nostra storia,
come quella che stiamo vivendo, una delle sfide più difficili e complesse che le moderne società
democratiche sono chiamate ad affrontare e risolvere, è quella di trovare il punto di equilibrio
tra bisogno di sicurezza e tutela della libertà.
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