Page 61 - Quaderno 2017-5
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Insomma come si può notare ci sono diversi modi per falsificare l’olio d’oliva, i quali
non sono difficili da realizzare.

      Ma tutto ciò è legale?
      Sembrerebbe di si (almeno per quanto riguarda i miscugli con olio estero), perché
sulle etichette non è obbligatorio indicare l’origine delle olive ed è quindi possibile
“spacciare” come Made in Italy miscugli di olio o spremute da olive spagnole, greche,
tunisine ecc. Insomma sembra proprio che per il consumatore, riconoscere e gustare un
buon cucchiaio di solo extravergine di oliva italiano, su una bella insalata o bistecca ai
ferri, non è alquanto semplice. Quasi la metà dell’olio di oliva italiano non è Made in Italy.
      Coldiretti aveva per l’ennesima volta denunciato il grave problema che affligge il
mercato dell’olio in Italia. Una mancanza di trasparenza che pesa sulla raccolta delle olive
in corso in tutta Italia che prevede un calo del quattro per cento nella produzione
nazionale che raggiungerà, secondo i dati Ismea, appena 6,3 milioni di quintali, mentre si
registra un contestuale incremento record del trentadue per cento di quella spagnola per
un totale di dieci milioni di quintali.
      Il mercato nazionale rischia dunque di “affogare” in un mare di olio iberico senza
che i consumatori possano fare scelte di acquisto consapevoli perché le norme
attualmente in vigore sull’etichettatura lasciano la possibilità di commercializzare olio
ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato chiaramente in
etichetta. Una perdita di valore per la produzione nazionale tanto che sulla base di
elaborazioni Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione, le olive in campo vengono
pagate meno di un terzo dei prezzi versati dai consumatori al supermercato.
      L’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione
nazionale media di oltre sei milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine e con
trentasette denominazioni (Dop) riconosciute dall’Unione Europea, che sviluppano un
valore della produzione agricola di circa due miliardi di Euro e garantiscono un impiego di
manodopera per circa cinquanta milioni di giornate lavorative. Negli ultimi anni si è avuto
un trend di crescita nei consumi, soprattutto per oli extravergini, DOP e biologico e si
stima un consumo nazionale di quattordici chilogrammi pro-capite, circa 850mila
tonnellate medie annue.
      Dal punto di vista commerciale le importazioni comprese tra 400 e 480 mila
tonnellate superano le esportazioni pari a 300-350 mila tonnellate.

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