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Fonte: www.parmigiano-reggiano.it

      Bisogna precisare che tali iniziative sono molto onerose, non è perciò possibile
estendere le campagne in tutti i mercati di riferimento, ne prolungarne l’esposizione per
l’intero anno solare. In ultimo si menziona un’altra importante azione comunicativa posta
in essere dal Consorzio, che ancora una volta mostra la disponibilità a raccontarsi e a
comunicare sulla contraffazione. Si tratta dell’esposizione, presso il museo del Parmigiano
che ha sede nella provincia di Reggio Emilia, di un centinaio di esempi di brutte copie del
formaggio originale.

2.3.3 La febbre dell’olio giallo

      Già da diversi anni si sente parlare di frodi sull’olio di oliva.
      C’è chi utilizza dell’olio d’oliva e dell’olio “lampante” importato dall’estero (Spagna,
Grecia, Tunisia, Turchia, Siria) e attraverso semplici tecniche termiche e fisiche, è in grado
di eliminare dal prodotto, odori e acidità, per poi essere mescolati con extravergine
italiano, etichettati e posti anch’essi in commercio come “olio d’oliva italiano”;
      C’è chi utilizza miscele di olio d’oliva lampante rettificato, olio di sansa rettificato, ed
in ultimo in percentuali molto basse, olio extravergine, per poi imbottigliare e vendere sugli
scaffali spacciandolo per “olio d’oliva extravergine italiano”;
      C’è chi utilizza delle miscele a base di olio di nocciola; il quale ha una composizione
chimica ed organolettica molto simile a quella dell’olio d’oliva e perciò lo rende
particolarmente adatto alla sofisticazione.
      Naturalmente anche questo viene spacciato come cento per cento olio di oliva.

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