Page 55 - Quaderno 2017-5
P. 55
Dalla testimonianza emerge che il danno principale è relativo alle mancate vendite,
sia che si tratti di bottiglie completamente identiche, sia di vini che solamente ricordano il
nome di quelli originali. Soprattutto nei paesi esteri, dove è scarsa o nulla la conoscenza
della lingua italiana, il cliente, consigliato dal commerciante, sarà più facilmente portato ad
acquistare una bottiglia di Primarone, convinto di stare comprando l’originale Amarone.
A questo significativo danno si aggiunge quello di immagine che desta notevoli
preoccupazioni. La paura è che il cliente, non interpretando correttamente le informazioni
fornitegli dai media, si convinca che l’attività contraffattoria sia posta in essere dal
Consorzio stesso. In tale contesto, risulta particolarmente utile fare riferimento al nuovo
provvedimento normativo in materia di tutela delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche dei vini.
Il nuovo decreto legislativo, entrato in vigore nel dicembre 2009, sostituisce e
rinnova la precedente legge 164 del 1992. Una delle novità più importanti, che
indirettamente interessa l’attività anti contraffazione, riguarda un compito da sempre nelle
mani del consorzio, ovvero il controllo sulla qualità dei vini; secondo il recente decreto
legislativo a decidere in materia sarà un nuovo soggetto.
Più precisamente, l’articolo 13 (Controlli e vigilanza) dispone che il controllo delle
denominazioni protette e indicazioni geografiche venga affidato per la totalità delle sue
fasi ad un unico attore, individuato dai produttori della DO e/o IG e che sarà l’unico
titolato all’attività.
Queste righe introducono all’analisi delle strategie di risposta, fino ad oggi attuate.
Primo ed importante strumento di difesa è rappresentato dall’attività intrapresa con
l’ausilio della Camera di Commercio veronese che ha portato alla registrazione dei marchi
tutelati dal Consorzio ovvero: Amarone, Amarone della Valpolicella, Recioto della
Valpolicella, Recioto di Soave, Recioto, Valpolicella Ripasso.
2.3.2 Il consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano
Anche in questo caso si individuano la contraffazione si presenta in due
manifestazioni distinte, la prima molto più consueta, la seconda al contrario rara.
All’ordine del giorno sono i casi di formaggi a pasta dura, messi in commercio da
produttori terzi provenienti da tutto il mondo, con etichettature di richiamo alla
produzione DOP del Parmigiano Reggiano.
- 53 -

