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Il successivo comma 1 bis dello stesso articolo ha individuato i valori organolettici
richiesti per oli di oliva extravergini per poter essere etichettati con la dicitura “Italia” o
“italiano”, al fine di fornire una corretta informazione a tutela del consumatore e per
prevenire frodi nel settore di detti oli.

      Come prescritto dal comma 1 ter la verifica di tali valori sarà affidata a una
commissione di assaggiatori riconosciuti ai sensi dell’art. 5 del Decreto 28 febbraio 201235
del Ministero delle politiche agricole e forestali.

      Infine, il comma 1 quater ha stabilito che per “effettiva origine” dei prodotti alimentari
si deve intendere il luogo di coltivazione o allevamento della materia agricola che viene
impiegata per la produzione e preparazione dei prodotti, nonché l luogo ove ha avuto
luogo la trasformazione effettiva.

      A fronte di tali riferimenti normativi, che ritengo utili per una migliore
comprensione della tematica che stiamo trattando, vorrei evidenziare in termini numerici
l’incidenza della falsificazione del marchio, dell’IGP e delle DOP sui principali prodotti
normalmente commercializzati in Italia e non solo.

      In Europa, il giro d’affari della contraffazione su cibi e bevande DOP e IGP vale
almeno 4,3 miliardi di euro36, circa il nove per cento della produzione legale. Mentre il
danno ai consumatori - che credono, in buona fede, di comprare prodotti originali e invece
acquistano quelli che non lo sono - ammonterebbe a circa 2,3 miliardi di euro (pari al
4,8% del totale acquisti). In realtà si tratta di stime. Perché all’indagine dell’Euipo - che ha
elaborato dati 2014 - non hanno risposto tutti e ventotto gli Stati membri della Ue. Ma
solo diciassette. Per i quali, però, è accertato che la contraffazione di DOP e IGP
raggiunge un giro d’affari di oltre 3,5 miliardi. Da qui, considerando le dimensioni e la
differente capacità di produzione agroalimentare degli altri, si è giunti a stimare un danno
complessivo di 4,3 miliardi.

      I paesi più colpiti - dove si vendono più false denominazioni di origine - sono anche
quelli dove si producono più originali. In cima, la Francia (con un giro d’affari da
contraffazione di oltre 1,5 miliardi di euro), seguita da Italia (682 milioni), Germania (598
milioni), Spagna (266 milioni) e Grecia (234 milioni). Del resto, in Europa, è anche
differente la “cultura” del consumo di questi prodotti, di gamma più alta e spesso più
costosi: 234 euro di consumo pro capite in Francia contro i trentadue euro dell’Olanda.

35 Ministero Politiche Agricole e Forestali, Decreto 28 febbraio 2012; in G.U. n. 97 del 26 aprile 2012.
36 Dati raccolti da un articolo del IL SOLE 24 ORE, 29 aprile 2016.

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