Page 54 - Quaderno 2017-5
P. 54
L’ambito operativo si esercita in numerosi settori, tra cui uno dei più importanti è il
controllo totale sulla filiera del prodotto vino, dal vigneto alla bottiglia.
Il contatto pressoché quotidiano con le singole realtà produttive, da quelle a
conduzione famigliare sino ai grandi gruppi del settore, qualifica il Consorzio come un
soggetto importante e di sicuro riferimento per chiunque voglia approfondire la sua
conoscenza della Valpolicella e dei suoi vini.
I vini tutelati dal consorzio sono caratterizzati da un elevato grado di notorietà, si
pensi che solo l’Amarone ha visto, negli ultimi dieci anni, la sua produzione moltiplicarsi,
si è passati da 1500 a otto milioni di bottiglie commercializzate. Questo alto livello di
riconoscibilità e fama, tipico dei vini della Valpolicella, ha sicuramente favorito l’attività
contraffattoria, che colpisce ormai da più di quindici anni. Anche in questo contesto, due
sono le modalità di manifestazione del fenomeno che interessano il Consorzio.
In primis si assiste a un richiamo confusorio da parte di produttori terzi dei marchi
consortili. Le aziende vinicole mettano in commercio vini che, pur non possedendo le
caratteristiche di quelli originali, sono identificati con denominazioni foneticamente e/o
stilisticamente simili a quelle tutelate dal Consorzio. Si può citare il caso del Valpolicella
Ripasso, i cui appellativi di richiamo sono ad esempio: Passo, Passo lungo, Passo corto.
Le esperienze a riguardo sono innumerevoli e all’ordine del giorno ed interessano sia
produttori italiani sia esteri, come ad esempio tedeschi e danesi.
Prima di dedicarsi al secondo approfondimento è interessante accennare ad un caso
molto recente che non ha visto come protagonista un’Azienda vinicola bensì una nota
Impresa veneta operante nel settore dell’intimo; la stessa ha disegnato e prodotto una
nuova linea denominandola Amarone.
La seconda modalità di manifestazione del fenomeno consiste invece nella copia
completa del prodotto. Si tratta di bottiglie che presentano sì il marchio consortile,
contenenti però vini difettosi o prodotti con altre uve. L’attività è diffusa a livello
internazionale; molto attivi a tale proposito sono i paesi del sud America, come Brasile e
Cile e tra le nazioni coinvolte vi è anche la Cina. Un caso segnalato da un importante
esportatore di vini, legato a una produzione cinese contraffatta di Valpollicella, si è
presentato proprio recentemente. Analizzato come il fenomeno si manifesta, si guarda ora
ai danni che tali episodi hanno provocato e provocano tutt’oggi. Sebbene il Consorzio sia
interessato da tipologie differenti di contraffazione è possibile accomunarne gli effetti.
- 52 -

