Page 56 - Quaderno 2017-5
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Ad essere replicate sono sia le denominazioni, attraverso l’utilizzo di nomi
foneticamente simili come ad esempio “Reggianito”, sia le immagini di riferimento per
l’Italia. La frequenza dei casi e l’eterogeneità della provenienza sono sicuramente causa
dell’alto livello di riconoscibilità del Parmigiano Reggiano, che solo in Italia ha una
conoscenza diretta stimata intorno al novanta per cento; all’estero la percentuale cala, ma
non di molti punti, aggirandosi intorno al settanta per cento.

      Da quando si è costituito il Consorzio, si conoscono invece due soli casi di
produzione identica; si tratta di episodi successi in Italia e scoperti grazie alla
collaborazione con la Guardia di Finanza. Questo tipo di contraffazione non è tipica nel
caso di formaggi come il Parmigiano, il peso della forma è infatti di circa trentasei
chilogrammi e difficilmente viene venduta intera, il consumatore finale predilige
porzionature piccole o grattugie. È interessante sottolineare che nel caso del formaggio e
quindi anche del parmigiano, la contraffazione cinese non colpisce; la produzione ed il
consumo di latticini non è infatti tipico della cultura di questo popolo, così in auge in
materia di contraffatto.

      I danni provocati da tali episodi sono ingenti; in primo luogo esiste il rischio
effettivo di perdita di fette di mercato, nell’atto di acquisto e successivo consumo il
prodotto contraffatto è infatti sostituito a quello originale. Per quanto riguarda l’Italia il
grado di confondibilità con i formaggi succedanei è quasi pari a zero. Differente è invece
la situazione all’estero; il livello di notorietà è alto, ma non conoscendo la lingua italiana il
consumatore rischia maggiormente di confondere il prodotto originale con quelli che ne
richiamano solamente il nome o la confezione. Si arriva così a dati significativi, per fare un
esempio in America il novanta per cento del Parmesan consumato non ha nulla a che fare
con il parmigiano reggiano. Secondariamente, spacciandosi per parmigiano viene venduto
un formaggio con qualità diverse e molto inferiori, ciò provoca un serio danno di
immagine e di disaffezione da parte del consumatore che inconsapevolmente acquista.

      Le leggi vigenti per la tutela e la protezione dei prodotti DOP prevedono un
ombrello di normative che diventano più serrate avvicinandosi alle principali zone di
produzione di questi prodotti.

      Guardando specificatamente alla situazione italiana, la normativa che garantisce il
controllo sulle produzioni D.O.P è rappresentata dalla legge 297/2004, varata in
applicazione al regolamento CE510/2006 art. 13 della Comunità Europea.

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