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Analogo discorso si può fare con il cioccolato proveniente dal cacao inesistente in
termini di coltivazione sul nostro territorio. Queste considerazioni determinano la prima
criticità: se nell’alimentare è considerato made in Italy solo ciò che ha ingredienti
coltivati in Italia, si espropriano di questa dignità alcuni prodotti consolidati e riconosciuti.
Ma tutto ciò dovrebbe essere inquadrato nell’eccezionalità.
Ma allo stesso tempo è corretto identificare come made in Italy una pasta prodotta con
grano canadese oppure ucraino? probabilmente no anche perché l’Italia è un importante
produttore di grano duro. Tuttavia alcune linee di pensiero indicano nel processo di
trasformazione l’atto in cui si insuffla il made in Italy nel prodotto. Tesi rafforzata anche
dalla considerazione che la produzione di materie prime sul nostro territorio è, per diverse
categorie merceologiche, insufficiente. Tuttavia la tesi ha delle debolezze non solo
concettuali in quanto ogni prodotto è diverso e occorre svolgere il tema puntualmente.
In realtà spesso si è registrata la tendenza ad importare materia prima dall’estero
semplicemente per pagarla meno effettuando un vero e proprio dumping
sull’agroalimentare italiano.
Accanto agli esempi citati però ve ne sono molti altri in cui l’origine della materia
prima può a buon titolo fregiarsi della bandiera tricolore. Il paniere dell’alta qualità italiana
è composto infatti da prodotti da agricoltura biologica, prodotti da agricoltura integrata e
soprattutto da prodotti tipici, a cui sono legate le maggiori chance di crescita nei mercati
internazionali.
L’Italia annovera il maggior numero di denominazioni protette in ambito europeo,
riflesso di quella cultura gastronomica e della qualità delle materie prime a cui si faceva
cenno pocanzi. Lo sviluppo del made in Italy agroalimentare si gioca dunque sul piano della
tutela dell’origine geografica dei prodotti.
1.5 La protezione delle indicazioni geografiche a livello internazionale
A livello internazionale la protezione delle indicazioni geografiche avviene attraverso
l’adesione ad accordi multilaterali. In particolare, in ordine temporale, gli accordi
multilaterali contenenti specifiche disposizioni in merito alla protezione delle indicazioni
di origine e delle denominazioni d’origine sono stati: la Convenzione di Parigi, l’Accordo
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