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Un altro segno negativo viene registrato tra le voci delle “Preparazioni di ortaggi,
legumi e frutta”, all’interno delle quali aumenta il valore delle esportazioni delle conserve
di pomodoro (+6,7%), ma cala quello dei succhi di frutta e agrumi (-7%).

      Si segnala ancora la performance positiva del segmento lattiero caseario, che segna
complessivamente un +4,2%, al cui interno cresce in valore l’export di Gorgonzola (+6%)
e di Pecorino/Fiore Sardo (+4,4%), a discapito di Parmigiano e di Grana, le cui
esportazioni risultano per lo più ferme, pur invertendo la tendenza negativa registrata lo
scorso anno.

1.4 Un quadro fatto di luci e di ombre

      L’analisi condotta nel precedente paragrafo sul giro di affari e sul trend sicuramente
positivo che il made in Italy agroalimentare genera, così come le definizioni, spesso
controverse, che dello stesso made in Italy si sono proposte, spingono ad alcune riflessioni:
quanto c’è di italiano nei prodotti

      trasformati in Italia e venduti come made in Italy? Che importanza riveste l’origine
della materia prima nella qualità del prodotto finito? Come vengono tutelate le produzioni
made in Italy in ambito comunitario e internazionale? Quando si parla di made in Italy
agroalimentare, si fa riferimento ad un patrimonio enogastronomico senza pari al mondo,
uno stile alimentare che fa perno sulla dieta mediterranea, quale modello di alimentazione
sana ed equilibrata, ad una qualità che non si limita solo alla bontà e alla genuinità, ma
anche alla garanzia di sicurezza, salubrità e origine2. Ma è sempre così?

      L’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa. Ha scarsa cultura del servizio ed
è da sempre proiettato sull’industria. Quella alimentare è omogenea a questo tipo di
declinazione e grazie a ciò ha saputo conquistare posizioni di leadership anche in settori
merceologici estranei alla propria produzione di materie prime. L’esempio ricorrente è
quello del caffè, importato come materia prima e trasformato. Il caffè italiano per
definizione non esiste: non vi sono piantagioni nel nostro territorio ma i nostri brand, di
fatto, hanno inventato la tradizione e il valore dell’espresso nel mondo rendendo questa
bevanda sinonimo di made in Italy.

2 ALBISINNI F., La sicurezza alimentare veicolo di innovazione istituzionale, in RIV. DIR. ALIM., 2000, p. 23 e ss.

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