Page 12 - Quaderno 2017-5
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1.2 Il made in Italy Agroalimentare
Quando si prova a definire un concetto come il made in Italy ci si rende conto che,
pur essendo intuitivamente chiaro ciò di cui si sta parlando, è molto difficile darne una
definizione rigorosa e univoca. Di conseguenza, a ogni definizione del made in Italy,
corrisponde una sua quantificazione che può essere anche molto diversificata. L’elemento
comune a tutte le definizioni è, ovviamente, un’idea qualitativa del prodotto legata alla sua
origine italiana, riferita al luogo di produzione e trasformazione rispetto alla materia
prima, e alla sua “esportabilità”.
Il made in Italy rappresenta un elemento di punta della produzione e delle
esportazioni italiane in termini di specializzazione del lavoro e della tecnologia, nell’ambito
di una composizione del paniere di esportazioni che, per il nostro Paese, si può
considerare complessivamente maturo e tradizionale. Nel caso del made in Italy
agroalimentare, questo si identifica con beni della dieta mediterranea e che si richiamano
direttamente ad alcune produzioni alimentari tipiche del nostro Paese, o che perlomeno
abbiano un’ampia riconoscibilità all’estero come prodotti del sistema agroalimentare
italiano.
Un altro elemento che per alcuni è implicitamente richiamato dal concetto di made in
Italy è quello del manufatto, del “saper fare”, cioè del prodotto trasformato attraverso un
processo tecnologico rispetto al quale l’Italia mostra una specializzazione e un livello di skill
legati alla propria tradizione e alla specializzazione del lavoro. In relazione al comparto
agroalimentare, ciò corrisponde a beni dell’industria di trasformazione, che utilizza come
materia prima i prodotti dell’agricoltura nazionale che in questo senso diventa un tassello
prezioso della filiera del made in Italy. Tuttavia, va sottolineato che esiste anche una
significativa componente di prodotti freschi che rispondono alle caratteristiche del made
in Italy, sia per la stabilità dei saldi commerciali positivi, sia per la loro riconoscibilità
come prodotti tipicamente italiani, che li rendono assimilabili alla categoria: si tratta
soprattutto di frutta e ortaggi freschi.
Uno dei principali problemi definitori del made in Italy, particolarmente evidente nel
caso del comparto agroalimentare, deriva dal fatto che spesso i prodotti sono trasformati
in Italia, ma richiedono una notevole quantità di materia prima importata (ad esempio, per
l’olio d’oliva o per la pasta).
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