Page 9 - Quaderno 2017-5
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Introduzione
“Prodotto Italiano”: queste semplici parole, impresse su tantissimi prodotti che
troviamo nelle tante “bancarelle” che compongono i mercati italiani e non, fissano l’inizio
di questo lavoro.
Negli ultimi anni sta diventando sempre più difficile stabilire con certezza la
provenienza dei prodotti esposti tanto che tra le finalità di questo elaborato vi è anche
quella di capire quale sia la percezione che di questi il consumatore ha, quale sia la sua idea
di qualità di prodotto agroalimentare e quanto si senta tutelato sotto l’aspetto della
sicurezza alimentare.
Grande confusione caratterizza il settore: rivenditori che lamentano un sistema
troppo burocratizzato e carente di controlli e acquirenti certamente attenti alla qualità ma
che della stessa non riescono a definire i contorni in un clima di sconfortante sfiducia
verso quell’origine made in Italy a volte millantata dai commercianti che non convince in
pieno i consumatori più attenti e con aspettative più alte, i quali si destreggiano tra
acronimi di cui spesso non comprendono il significato e che attestano la qualità dei
prodotti stessi.
Questi temi mi spingono, nel presente lavoro, a compiere un viaggio
nell’agroalimentare italiano, e a fornire una fotografia del made in Italy sotto l’aspetto
qualitativo, economico e di disciplina sia nazionale, sia sovranazionale. Il presente lavoro
impatterà inevitabilmente con l’interesse di chi vuole lucrare su questo settore economico,
si parlerà dunque di Agromafie, di Italian Sounding e di agropiraterie per passare poi
all’analisi degli strumenti che, almeno secondo le intenzioni, dovrebbero tutelare i
consumatori.
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