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Il diritto civile ha il compito di contribuire all’organizzazione e alla regolazione
dei comportamenti dei consociati determinando un coordinamento delle azioni
sociali84. In particolare, l’illecito civile -tramite il risarcimento del danno ed altri
strumenti d’intervento, come la pubblicazione della sentenza di condanna a carico
del mobber- invia ai potenziali danneggianti ed alla società dei segnali precisi, individuando
disvalori ed incentivando così modelli comportamentali che siano idonei ad evitare o minimizzare
danni e costi85.

      La disposizione normativa sulla quale si fonda la tutela dei lavoratori
mobbizzati è rappresentata dall’ art. 2087 cod. civ. - responsabilità contrattuale86 -
che, basandosi sul rapporto obbligatorio tra le parti, fornisce la “tutela delle condizioni
di lavoro” consentendo di sanzionare comportamenti non tipizzati, ma destinati a
ledere la sfera psichica della persona con un inadempimento del contratto di lavoro
da parte dell’imprenditore. L’art. 2087 cod. civ. rappresenta il fulcro sul quale si
costruiscono tutte le sentenze che, in materia di vessazioni e persecuzioni
psicologiche, tutelano la personalità morale e psicologica del dipendente87. Il
dispositivo impone al datore di lavoro un comportamento attivo: egli deve approntare le
misure di sicurezza finalizzate a tutelare l’integrità fisica del lavoratore e deve porre in essere tutti
gli accorgimenti necessari a tutelarne la personalità morale. In tal contesto il datore di lavoro che sa
che un suo dipendente realizza comportamenti vessatori o addirittura comportamenti che si
realizzano in fattispecie delittuose di estrema gravità, è tenuto a porre in essere, secondo il
tradizionale criterio della massima sicurezza fattibile, quanto necessario per impedire il reiterarsi
del comportamento illecito88. L’importanza di tale articolo per il risarcimento del danno
biologico da parte del datore di lavoro è presa in considerazione della lettura dell’art.
32 Cost., che, secondo autorevole dottrina89, assume un valore individuale ed uno
collettivo. A livello individuale la sua funzione risulta certamente quella di tutelare
l’integrità fisica della persona, soprattutto a livello psichico, che viene violata da

84 P. G. MONATERI, La responsabilità civile, Utet giuridica, Torino, 1998.
85 MONATERI, op. cit., 1998.
86 Art. 2087 del Codice Civile:

   L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la
   particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la
   personalità morale dei prestatori di lavoro.
87 Cassazione Civile, Sezione Lavoro, n. 6326 del 23 marzo 2005.
88 Tribunale di Pisa 3 Ottobre 2001
89 Cfr. C. SMURAGLIA, Tutela della salute del lavoratore tra principi costituzionali, norme vigenti e prospettive di
   riforma, 1988, in ENC.GIUR. TRECCANI, vol XXVII, Roma 1989; C. SALVI, Note sulla tutela della
   salute come interesse collettivo, J. BRECCIA, F. D. BUSNELLI (a cura di), Tutela della salute e diritto privato,
   Giuffré, Milano 1978.

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