Page 178 - Quaderno 2017-4
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Si suddividono in spettatori attivi, che aiutano il mobber compiendo a loro volta
piccole azioni mobbizzanti, e spettatori passivi, che non compiono vessazioni, ma
non intervengono in difesa della vittima e si chiedono se non sia la vittima stessa la
‘causa del proprio male’.
Henry Walter51, psicologo tedesco, ha individuato alcune caratteristiche
fondamentali di questi soggetti:
- sembrano non avere un ruolo nel mobbing, ma sono in contatto con il
mobber;
- rifiutano ogni responsabilità per la situazione che si è creata, però si vedono
come mediatori tra i protagonisti del conflitto;
- dimostrano grande fiducia in loro stessi; esprimono le loro simpatie per una
parte o per l’altra oppure non vogliono assolutamente avere a che fare con
nessuna delle due;
- spesso ricoprono un ruolo chiave nel conflitto
Tra le tipologie di spettatori si possono citare:
1. il ruffiano: assomiglia alla vittima servile o al mobber leccapiedi che
solitamente si comporta da fedele compagno del mobber, non volendo
andare conto corrente rischiando di aiutare la vittima;
2. il diplomatico: è colui che cerca sempre un compromesso di fronte ad un
conflitto, è l’intermediario delle situazioni: il mobbing prolifera e lui non fa
nulla per fermarlo;
3. il rinunciatario: è colui che odia mettersi in evidenza e cerca di non
assumersi alcuna responsabilità, rispondendo sempre “non so” o
assumendo un atteggiamento di totale indifferenza;
4. il falso-innocente: è una persona molto preoccupata della sua situazione,
non vuole apparire ed arriva a negare di essersi mai accorta del mobbing,
nel caso il fatto venga allo scoperto;
5. il premuroso: è colui che si preoccupa degli altri e continua a fare loro
domande sullo stato di salute o sulla vita privata; questo tipo di persona
induce la vittima a fuggire, perché la fa sentire oppressa e non realmente
aiutata.
51 H. WALTER, Mobbing: Kleinkrieg am Arbeitsplatz, Francoforte, Campus Verlag, 1993.
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