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- il carrierista: è la persona che cerca di farsi una posizione con tutti i mezzi
possibili, anche non legali, non puntando invece sulle sue reali capacità;
- il narcisista perverso: è uno psicotico senza sintomi, che trova il suo
equilibrio scaricando su un altro il dolore che non è capace di sentire e le
contraddizioni interne che rifiuta di prendere in considerazione: questo
transfert del dolore gli permette di valorizzarsi a spese dell’altro46. Secondo
la Hirigoyen questo è il modello più pericoloso di mobber. Sono difficili da
riconoscere poiché privi di patologie apparenti e con un elevato livello di
autostima, spesso sono coloro che conquistano più rapidamente il potere e
ad ogni problema scelgono una vittima da colpire.
Il mobbizzato è colui che è vittima, per diversi motivi, degli attacchi del soggetto
attivo. La sua condizione è di isolamento e, spesso, non riesce a comprendere i
motivi perché non ce ne sono. Il mobbing può colpire chiunque, le ricerche hanno
evidenziato come esso non colpisca soggetti determinati, ma sia un fenomeno
neutro che non fa distinzioni di sesso, religione, cultura, costumi sociali ecc.; anche
chi vive all’apice del successo potrebbe essere potenzialmente mobbizzato. La vittima
si sente incompresa e sola di fronte agli attacchi del nemico; inizialmente mette in
dubbio la bontà del suo operato e si sforza maggiormente per soddisfare il suo
persecutore47. La personalità della vittima gioca un ruolo fondamentale: si consideri
principalmente quella che le ricerche hanno definito come “soglia individuale di
resistenza”, che esprime il rapporto fra l’intensità della violenza, tempo di
esposizione, tratti della personalità48.
Huber ha ipotizzato alcune delle peculiarità che predispongono taluni individui
ad assumere il ruolo di vittima:
- una persona sola nell’ambiente di lavoro;
- una persona strana, intesa in termini di diversità: culturale, sociale, razziale
ecc.;
46 HIRIGOYEN, Le harcelement moral, cit. in: MOBBING, I COSTI UMANI DELL’IMPRESA, di Paolo
Saolini.
47 M. G. Cassitto, Molestie morali nei luoghi di lavoro: nuovi aspetti di un vecchio fenomeno, MEDICINA DEL
LAVORO, 2001.
48 A. GILLIOLI, R. GILLOLI, Cattivi capi, cattivi colleghi. Come difendersi dal mobbing e dal nuovo capitalismo
selvaggio, Mondatori, Milano, 2001.
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