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La diossologia comunitaria tratta della persecuzione nelle convivenze forzate.
In alcuni casi viene utilizzato il termine “mobbing familiare” intendendo una
persecuzione in famiglia, ma è di per sé contraddittorio dato che il mobbing per sua
stessa definizione si svolge sul posto di lavoro. Alcuni tipi di diossologia comunitaria
con caratteristiche diverse dall’ambito strettamente familiare sono il bullismo, il
nonnismo e la persecuzione in caserma.
Infine, la diossologia interna riguarda quei casi in cui il perseguitato si sente
vessato senza la presenza di una oggettiva condotta persecutoria. I soggetti rientranti
in questa categoria sono coloro che cercano di arricchirsi tramite il risarcimento,
nonché coloro che avendo una esagerata sensibilità, percepiscono azioni
assolutamente innocue come ostili senza alcun riscontro oggettivo, ovvero coloro
che hanno delle percezioni scaturite da fobie vere e proprie.
Il mobbing si trova nella categoria delle persecuzioni presenti in ogni
momento della vita quotidiana. Questa categoria è composta da alcuni tipi di
persecuzione che, nell’immaginario comune, sono accostati al mobbing.
Uno dei problemi principali in Italia è la superficialità con cui il tema del
mobbing viene affrontato. Sono sempre più presenti sul territorio cliniche,
associazioni e punti di ascolto che abusano della parola mobbing. In alcuni casi si è
arrivati al punto in cui appena un individuo ha problemi sul posto di lavoro gli viene
automaticamente diagnosticato il mobbing. Molti infatti non conoscono l’esistenza
dello straining o di altri conflitti sul posto di lavoro. A tal proposito si ritiene
necessario delimitare i caratteri di questa fattispecie, differenziandoli da altri conflitti,
che potrebbero essere erroneamente confusi e ricompresi in questo termine.
1. Straining
Il termine straining è stato utilizzato per la prima volta nella sentenza del
Tribunale di Bergamo del 2005 e, successivamente, è lentamente entrato nel
linguaggio sia degli esperti di settore sia della giurisprudenza che lo sanziona tramite
gli stessi strumenti utilizzati per tutelare il lavoratore dal mobbing: con il termine
straining si intende una situazione di stress forzato sul posto di lavoro in cui la vittima subisce
almeno un’azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell’ambiente lavorativo, azione che,
oltre ad essere stressante, è caratterizzata anche da una durata costante. La vittima è in persistente
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