Page 155 - Quaderno 2017-4
P. 155

1) frequenza: l’azione persecutoria deve essere ripetuta in unità di tempo
         anche se non tutte richiedono un’alta frequenza. In alcuni casi infatti la
         frequenza va calcolata in base alla ripercussione sulla vittima;

      2) durata: il conflitto deve essere in corso da più tempo differente a seconda
         del tipo di persecuzione. Si deve escludere che un conflitto casuale,
         indipendentemente dalla sua violenza, venga considerato persecuzione;

      3) tipo di azioni: la persecuzione avviene tramite un inseguimento fisico
         perpetrato facendosi vedere con regolarità o spiando la vita privata della
         vittima, ripetute azioni moleste per terrorizzare la vittima e alimentare la sua
         percezione di impotenza, e situazioni discriminanti per logorare il suo
         morale tanto da indurla a cedere alle richieste del persecutore;

      4) dislivello tra gli antagonisti: la vittima è in una situazione di svantaggio, di
         debolezza rispetto all’aggressore, per lo stato gerarchico, per le alleanze, per
         l’esposizione o per il contesto famigliare;

      5) intento persecutorio: si intende una situazione conflittuale mirata ed
         appositamente creata perseguendo una strategia.

      Se uniamo questi cinque parametri possiamo formulare una definizione
generale: con la parola persecuzione si intende una situazione conflittuale caratterizzata da azioni
ostili o conseguenze sistematiche derivanti dalle azioni ostili, che non si consumano nella stessa
giornata , ma perdurano nel tempo e consistono in un inseguimento fisico, ripetute azioni moleste
e/o situazioni discriminanti. La vittima è in una situazione di costante inferiorità. Si tratta di un
processo dinamico che viene attuato intenzionalmente16.

      Una prima differenziazione fatta da Ege è tra diossologia quotidiana,
diossologia sociale, diossologia comunitaria e diossologia interna. La diossologia
quotidiana riguarda le persecuzioni sviluppate sia in famiglia che nel luogo di lavoro;
tra queste rientrano il mobbing, lo straining, lo stalking e le molestie.

      Nella diossologia sociale vengono ricomprese tutte quelle persecuzioni che per
le dimensioni del fenomeno si possono definire di massa e che riguardano le
vessazioni contro chi è “diverso” ed è ritenuto responsabile di un malessere generale
o una crisi. All’interno di questa categoria ritroviamo figure quali il razzismo, la
moda e pressione di gruppo, la pressione mediatica e la xenofobia.

16 EGE, op. cit., 2010.

                         - 153 -
   150   151   152   153   154   155   156   157   158   159   160