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1) effetti riguardanti la comunicazione: alla vittima è impedito di comunicare
adeguatamente, viene zittita e attaccata verbalmente;
2) effetti riguardanti i contatti sociali: la vittima viene emarginata socialmente,
le viene impedito di parlare con i colleghi o viene allontanato fisicamente in
una stanza lontana dagli altri;
3) effetti riguardanti la reputazione personale: l’individuo è vittima di
pettegolezzi inerenti la propria persona con l’obiettivo di fargli perdere
l’autostima;
4) effetti sulla posizione occupata: si tende a discreditare la vittima sul luogo di
lavoro assegnandole compiti di poca importanza o nessun tipo di compito o
le si fanno pesare tutte le distrazioni;
5) effetti riguardanti la salute fisica: la vittima è attaccata o minacciata
fisicamente, ma possono verificarsi anche molestie sessuali.
Leymann definisce il mobbing come una condotta dinamica che si sviluppa
secondo un “modello a quattro fasi”, progressive, molto utili per diagnosticare il
livello di lesività della condotta e i probabili danni subiti dalla vittima:
- fase del conflitto quotidiano;
- fase di inizio del terrorismo psicologico;
- fase degli errori e degli abusi da parte della direzione del personale;
- fase della esclusione dal mondo del lavoro10.
Nella prima fase sono messi in atto attacchi, scherzi e meschinerie di vario
genere, soprattutto sul modo di lavorare, diretti verso un individuo che instaurano
un iniziale malessere. Quando un soggetto si trova in una situazione stressante,
anche per motivi non strettamente lavorativi, una piccola provocazione può portare
ad un conflitto con colleghi o superiori. Di per sé questo non indica l’inizio della
persecuzione, infatti, la maggior parte dei conflitti si risolvono tornando ai consueti
rapporti interpersonali. Ad innescare la dinamica del mobbing sono proprio i
conflitti irrisolti portati ad ulteriori conseguenze. Nella fase dell’inizio del terrorismo
psicologico si ha una maturazione del conflitto irrisolto, le aggressioni diventano
continuative e sistematiche, la vittima viene isolata e messa da parte, i soggetti
iniziano a relazionarsi in modo sempre più critico e rigido.
10 H. LEYMANN, Mobbing and psycological terror at workplace, in VIOLENCE AND VICTIMS, 1990.
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