Page 144 - Quaderno 2017-4
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Il LIPT-Ege8 è uno strumento più ampio, non più anonimo e riconosciuto da
vari tribunali italiani attraverso importanti sentenze per la valutazione del mobbing e
la quantificazione del danno a fini risarcitori. I risultati di questa ricerca indicano
alcuni fattori particolarmente interessanti nella realtà italiana:

      - più del trentotto per cento delle vittime intervistate provengono dal settore
        dell’industria produttrice di beni/servizi, anche se un’alta percentuale di
        mobbing si evidenzia nella pubblica amministrazione (oltre il ventuno per
        cento);

      - le vittime provengono in maggioranza da aziende grandi e private, anche se le
        aziende statali sono pienamente rappresentate;

      - il mobbing sembra verificarsi anche in ambienti di dimensioni limitate;
      - anche se in numero non rappresentativo (0,66 per cento), organizzazioni

        come i sindacati assistono al loro interno situazioni di mobbing;
      - riguardo alla distribuzione delle vittime tra i sessi, si denota una certa

        uniformità tra i due sessi con una lieve maggioranza delle vittime femminili;
      - l’età dei soggetti maggiormente colpiti da mobbing sembra essere compresa

        tra i quarantuno e cinquanta anni;
      - la maggioranza dei mobber è rappresentata dal sesso maschile, anche se spesso
sono più di una persona (uomini e donne insieme) a commettere mobbing;
      - in circa l’88 per cento dei casi il mobber si trova in una posizione superiore
rispetto alla vittima;
      - rispetto ai risultati di Leymann, che prevede una durata media del mobbing di
1,25 anni, i risultati di questa ricerca mostrano che nel 43,5 per cento dei casi la
durata è superiore ai cinque anni.
      L’utilizzo di queste ricerche ci permette di sviluppare alcune teorie su come
contrastare il fenomeno, ma soprattutto come prevenirlo focalizzandoci sulla fonte
del problema. Dalla lettura di queste statistiche, le criticità del mobbing riguardano
innanzitutto i modelli organizzativi dei luoghi di lavoro, in secondo luogo la
mancanza di una disciplina precisa sulla materia e, infine, una maggiore richiesta di
conoscenza del fenomeno per poterlo distinguere da altre fattispecie ugualmente
gravi, ma da contrastare con altri rimedi.

8 H. EGE, I numeri del Mobbing. La prima ricerca italiana, Bologna ,1998.

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