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dovuto discutere di imperizia solo se al sanitario fosse stata contestata
la violazione delle regole tecniche disciplinanti l’inserimento del
catetere. Tuttavia, anche questo caso dimostra come i confini tra la
perizia e le altre forme di colpa sono labili e difficili da cucire ai casi
pratici ed in questa direzione si auspica che la giurisprudenza,
seguendo il percorso iniziato con la sentenza n. 47289/2014, muti
l’orientamento interpretativo finora dominante, ritenendo la
distinzione tra negligenza, imprudenza e imperizia non dirimente
rispetto alla già ristretta sfera di applicazione della legge Balduzzi.
V.2.4. Problema di interpretazione: riferimento alle linee guida e
buone pratiche
Un altro problema interpretativo che investe l’articolo 3 della
Legge Balduzzi è quello che riguarda il riferimento esplicito alle linee
guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica. In
particolare, quando parliamo di linee guida, facciamo riferimento alla
definizione fornita dell'Institute of Medicine statunitense, che le
considera delle "raccomandazioni di comportamento clinico, elaborate
mediante un processo di revisione sistematica della letteratura e delle
opinioni di esperti, con lo scopo di aiutare i medici e i pazienti a
decidere le modalità assistenziali più appropriate in specifiche
situazioni cliniche".
Queste svolgono un ruolo fondamentale, poiché la “gravità” della
colpa del medico viene molto spesso subordinata esclusivamente
all’osservanza delle linee guida e buone pratiche accreditate dalla
comunità scientifica.
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